Nuove frontiere nella biopsia mirata alla prostata

Autore: Prof. Salvatore Micali
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Urologia a Modena, il Prof. Salvatore Micali, ci spiega quali sono le ultime novità nell’esecuzione della biopsia prostatica

Che cos’è la biopsia prostatica?

La biopsia prostatica rappresenta la metodica fondamentale per la diagnosi del cancro della prostata; essa consiste nel prelevare campioni di tessuto della ghiandola prostatica da sottoporre ad analisi istopatologica per la ricerca di focolai tumorali. Tradizionalmente la biopsia prostatica viene eseguita sotto guida ecografica, attraverso prelievi a mano libera con accesso di tipo transrettale o più preferibilmente transperineale.

Negli ultimi anni, gli sviluppi tecnologici in termini di risonanza magnetica multiparametrica hanno permesso di identificare preventivamente aree sospette all’interno della prostata meritevoli di indagine bioptica. Tali concetti hanno condotto all’avvento della biopsia prostatica fusion, ovvero una metodica di nuova generazione in grado di realizzare tramite appositi software computerizzati una fusione di immagini tra risonanza magnetica ed ecografia endorettale, allo scopo di eseguire prelievi mirati ad elevata precisione sulle aree sospette della prostata.

In quali casi è indicata?

uomo sedutoLa biopsia prostatica è un’indagine diagnostica che trova indicazione in caso di sospetta patologia tumorale sulla base di valori di PSA elevati o di reperti significativi all’esplorazione rettale digito-guidata. La procedura bioptica viene abitualmente eseguita in regime ambulatoriale, senza comportare particolari complicanze di rilievo e senza necessità di ricovero ospedaliero. I principali eventi avversi sono più comunemente ad insorgenza immediata, quali l’ematuria, l’emospermia, la ritenzione urinaria acuta con necessità di cateterismo vescicale temporaneo e prevedono una breve tempistica di risoluzione (7 - 10 giorni). La biopsia prostatica viene per lo più eseguita con accesso percutaneo transperineale, previa anestesia locale a livello del centro tendineo del perineo; la dolorabilità alla manovra è generalmente ben tollerata da parte del paziente in un contesto di buona compliance procedurale.

Come si esegue?

La durata complessiva di ogni procedura oscilla dai 15 minuti per le biopsie sistematiche ecoguidate, fino ai 30 minuti per le biopsie stereotassiche a fusione di immagini. Prima di ogni seduta bioptica, è richiesta una semplice preparazione del paziente attraverso una pulizia dell’ampolla rettale mediante microclisma ed una profilassi antibiotica al fine di evitare infezioni batteriche conseguenti alla manovra. Eventuali farmaci antiaggreganti o anticoagulanti vengono preventivamente sospesi o convertiti con analoghi compatibili con il rischio emorragico correlato alla biopsia.

Viene generalmente indicata la presenza di un accompagnatore per seguire il rientro a domicilio del paziente; il periodo di convalescenza consta di circa 12 - 24 ore di riposo, a seguito delle quali è concesso riprendere le abituali attività quotidiane. È suggerito inoltre un periodo di astensione da rapporti sessuali e da attività ciclomotoria per almeno 7 giorni.

Quali sono le ultime novità nella biopsia mirata della prostata?

Le ultime novità tecnologiche nell’ambito delle biopsie mirate della prostata sono basate sull’applicazione di tecniche a fusione “elastica” di immagini, generando alti gradi di adattabilità del sistema alla deformabilità della ghiandola e ai movimenti accidentali del paziente in corso di procedura. Complessivamente, queste nuove tecnologie stanno orientando le metodiche di biopsie prostatiche mirate verso elevati livelli di precisione nell’esecuzione dei prelievi e di alte percentuali di riscontro di patologia tumorale, a fronte di una riduzione del numero di campioni tissutali, dei costi procedurali e dei tempi di attesa. Le prospettive future sono volte sempre più verso un’applicazione su larga scala delle biopsie mirate a fusione di immagini, con uno sguardo di interesse anche verso nuove tecniche sperimentali robot assistite.

Prof. Salvatore Micali
Urologia

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