Nuove speranze per chi soffre di cancrena: arriva il trattamento rigenerativo

Autore: Dott.ssa Erminia Bentivegna
Pubblicato: | Aggiornato: 06/05/2019
Editor: Gloria Conalbi

Rigenerare i tessuti colpiti da gangrena o cancrena è oggi possibile grazie ad un nuovo innovativo trattamento impiegato dalla Dott.ssa Erminia Bentivegna, esperta in Chirurgia Vascolare a Palermo

Che cosa comportano la cancrena ed i tessuti ulcerosi?

Fino ad oggi esistevano ben poche possibilità per i pazienti colpiti da gancrena o processi ulcerosi di invertire il corso della patologia e tornare ad impiegare il proprio arto. Spesso per bloccare il processo necrotico è addirittura necessario intervenire amputando l’arto affetto. Oggi, ciò potrebbe cambiare grazie ad una membrana di collagene che il team d’eccellenza tutto italiano della Casa di Cure Orestano di Palermo ha avuto l'intuizione di utilizzare su questa patologia.

Dott.ssa Bentivegna, in cosa consiste il trattamento da Lei ideato?

Prima di tutto si asportano chirurgicamente i tessuti necrotici infetti, arrivando tanto in profondità quanto necessario. Si dovrà poi eseguire un’accurata pulizia affinché non si possano presentare ulteriori infezioni a carico dell’area. Solo a questo punto si innesterà sulla porzione interessata la speciale membrana di collagene sintetizzata da materiale animale che, proteggendo la ferita da agenti esterni e creando un microambiente favorevole ne agevolerà la naturale guarigione. A distanza di qualche settimana la parte rimossa chirurgicamente sarà ripristinata, consentendo al paziente di evitare un intervento demolitivo e ritornare pian piano alla propria quotidianità.

Quali sono le caratteristiche di questo trattamento?

Uno dei vantaggi di questa tecnica è la possibilità di associarla facilmente ad altre metodiche come l’angioplastica o lo stent in caso di pazienti con sofferenze ischemiche agli arti o che si trovino sottoposti a terapie riabilitative farmacologiche per rivascolarizzare l’area. Nei casi più complessi il trattamento può essere associato anche alla camera iperbarica monogamba, permettendo di bloccare la percezione del dolore. La cicatrizzazione della ferita è infine favorita dall’impiego dei più moderni sistemi di medicazione.

Quali sono le ricadute positive di questa scoperta sulla società?

Amputare un arto per evitare la propagazione della necrosi è un intervento estremo che cambia drasticamente la vita del paziente ed inevitabilmente ha anche un impatto sulla collettività intera sia a livello sociale che economico. Grazie alla ricerca scientifica e a questo nuovo trattamento sarà dunque possibile scongiurare queste drammatiche conseguenze.

Dott.ssa Erminia Bentivegna
Chirurgia vascolare

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