Un approccio aggiornato all’obesità: cosa cambia con il framework EASO 2024

L’obesità è riconosciuta oggi non solo come un eccesso di peso, ma come una malattia cronica, multifattoriale e recidivante, dovuta ad accumulo anomalo o eccessivo di tessuto adiposo che mette a rischio la salute.
Nel 2024, la European Association for the Study of Obesity (EASO) ha proposto un nuovo framework per la diagnosi, la stadiazione e la gestione dell’obesità negli adulti, che punta a superare la limitazione dell’uso quasi esclusivo del BMI (Indice di Massa Corporea) come criterio diagnostico.
Che cosa propone di nuovo il framework
Diagnosi multidimensionale
- Oltre al BMI, si suggerisce di valutare la distribuzione del grasso corporeo (in particolare il grasso viscerale) e la sua funzione, nonché le implicazioni cliniche attuali e potenziali sulla salute.
- Un parametro raccomandato è il rapporto vita-altezza (waist-to-height ratio, WtHR), considerato più efficace del semplice BMI o della circonferenza vita.
Componenti cliniche oltre alla misura antropometrica
La valutazione clinica dovrebbe includere:
- Aspetti medici (presenza di patologie correlate come diabete, ipertensione, dislipidemie)
- Funzionalità fisica (capacità motorie, forza muscolare, attività nella vita quotidiana)
- Benessere psicologico, disturbi del comportamento alimentare, salute mentale
Stadiazione della malattia
L’obesità viene vista come una condizione progressiva che può andare da uno stadio relativamente “ben tollerato” a manifestazioni con complicazioni gravi. Definire lo stadio consente di orientare meglio le terapie, stabilire obiettivi realistici e prevedere intensificazione delle cure se necessario.
Terapie su misura e obiettivi personalizzati
Le strategie terapeutiche non si basano più solo su soglie standard di BMI, ma tengono conto delle condizioni cliniche, delle preferenze del paziente, dei rischi e dei benefici. I pilastri includono modifiche dello stile di vita, terapia comportamentale, trattamenti farmacologici per l’obesità, procedure bariatriche o endoscopiche.
Importante anche il concetto di target non solo peso-numerico ma miglioramento della salute metabolica, della qualità di vita, del benessere fisico e psicologico.
Intensificazione del trattamento
Se le misure iniziali non sono sufficienti a raggiungere gli obiettivi prefissati, si raccomanda di intensificare le strategie (ad esempio passando da interventi comportamentali a terapie farmacologiche o chirurgiche) senza attendere lungo periodi di inefficacia.
Implicazioni per l’Italia
- Favorire l’uso di misure come il rapporto vita/altezza nei controlli clinici e nei servizi territoriali per identificare meglio chi è a rischio, anche se il BMI non è “alto”.
- Integrare valutazioni psicologiche e funzionali come parte standard delle visite in endocrinologia, nutrizione o medicina interna.
- Offrire accesso alle terapie farmacologiche o chirurgiche anche per pazienti con BMI medio-alto ma con complicanze, non limitandosi a soglie rigide.
- Formare i professionisti sanitari sul concetto di obesità come malattia evolutiva e sulla necessità di un approccio di follow-up a lungo termine.
Limiti e sfide
- Reperimento risorse (strumenti diagnostici, équipe multidisciplinari) per applicare pienamente il framework.
- Adeguare linee guida nazionali e regolamentazioni in Italia perché riflettano questi nuovi criteri (autorizzazioni per farmaci, criterio di accesso alla chirurgia) spesso basati su BMI.
- Sensibilizzazione di medici di base, specialisti e pazienti circa i nuovi criteri diagnostici e terapeutici.

