Nutrizione artificiale: quando è necessaria?

Autore: Prof. Andrea Ederle
Pubblicato: | Aggiornato: 16/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Andrea Ederle, esperto in Gastroenterologia a Verona, ci spiega come funziona la nutrizione artificiale e quali accorgimenti bisogna avere per evitare complicanze

 

Cosa si intende per nutrizione artificiale?

Per nutrizione artificiale si intende introduzione di nutrienti per una via non fisiologica. In genere si tratta di introduzione di nutrienti per via venosa, per via gastrica attraverso una sonda addominale chiamata gastrostomia perendoscopica (P.E.G.) o un sondino che attraverso il naso giunge allo stomaco. Quest'ultimo in genere viene utilizzato per periodi brevi. I pazienti che ne usufruiscono sono in genere pazienti con malattie neurologiche che non sono più in grado di deglutire. Viene inoltre utilizzato in pazienti a cui è stato asportato un lungo tratto di tubo digerente (somministrazione per via endovenosa) o in cui vi sia un ostacolo alla progressione del cibo. Mediamente sono portatori di nutrizione artificiale 100 persone su 100.000 abitanti.

 

Qual è la differenza tra nutrizione enterale e parenterale?

La nutrizione enterale consiste nell'introduzione in modo artificiale degli alimenti nel tubo digerente da cui le sostanze nutritive vengo assorbite e entrano nel sangue. Nel caso invece della nutrizione parenterale i nutrienti vengono messi direttamente nel sangue in vena.

 

Nutrizione artificiale: in ospedale o a domicilio?

La nutrizione artificiale può essere iniziata in ospedale per poi passare al domicilio o iniziata ambulatorialmente e poi proseguita a domicilio; è comunque una pratica tipicamente domiciliare.

 

Nutrizione artificiale: i consigli dello specialista

La nutrizione artificiale generalmente non crea problemi se si utilizzano soluzioni adatte nelle giuste quantità e qualità. Vanno inoltre seguite correttamente le procedure indicate con l'immediata correzione di eventuali anomalie e con una serie di piccoli accorgimenti. Si tratta di prevenire o curare lesioni o escrescenze attorno alla stomia, cambiare la sonda nei tempi prescritti o comunque quando si rende necessario, controllare il buon funzionamento della sonda fare i dovuti lavaggi, evitare infezioni ecc. In molte Aziende Sanitarie vi è una discreta organizzazione che risponde spesso attraverso cooperative a queste esigenze. Tale organizzazione però non può essere attiva 24 ore su 24 e non sempre vi è la disponibilità del personale per cambiare le sonde, costringendo questi pazienti già in difficoltà a fughe e attese nei vari Pronto Soccorsi. È utile quindi la disponibilità di personale esperto a recarsi a domicilio a risolvere tali problematiche. Diversa è la gestione della alimentazione parenterale, per fortuna molto rara, che pur restando a domicilio ha bisogno di un continuo rapporto con la realtà ospedaliera.

 

 

Editor: Marta Buonomano

 

Prof. Andrea Ederle
Gastroenterologia

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