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Obesità: come inquadrarla bene (e quando serve davvero un work-up endocrinologico)

L’obesità è una condizione complessa e cronica, legata a un eccesso di tessuto adiposo che può influenzare metabolismo e salute nel tempo. Secondo l’OMS, nel 2022 il 43% degli adulti nel mondo era in sovrappeso e il 16% viveva con obesità. In Endocrinologia e Malattie del Metabolismo, il punto chiave non è solo “perdere peso”, ma ridurre il rischio e scegliere interventi proporzionati, basati su una valutazione completa.

Obesità e sovrappeso: qual è la differenza e come si definiscono?

Per una prima classificazione si usa spesso l’indice di massa corporea (BMI): sovrappeso se BMI ≥25 e obesità se BMI ≥30 (negli adulti). È una misura utile per “fare ordine”, ma non descrive tutto: due persone con lo stesso BMI possono avere rischi diversi in base a distribuzione del grasso, massa muscolare e presenza di comorbidità.

Perché il BMI non basta: cosa conta davvero per il rischio metabolico?

In ambulatorio spesso si aggiunge la misura della circonferenza vita, perché l’adiposità addominale è più legata a rischio cardiometabolico rispetto al grasso “periferico”. Anche le linee guida NICE includono la valutazione dell’adiposità centrale nella gestione di sovrappeso e obesità.

In pratica, l’obiettivo non è inseguire un numero “ideale”, ma capire se il peso in eccesso sta già causando o favorendo problemi come iperglicemia/diabete, ipertensione, steatosi epatica, apnea notturna, dolore articolare.

Quanto è frequente l’obesità in Italia?

In Italia, dati istituzionali indicano che la prevalenza dell’obesità (nel contesto del programma “Guadagnare Salute”) è scesa dal 12,0% nel 2008/9 al 9,8% nel 2023, con un andamento di plateau negli ultimi anni.

In parallelo, EpiCentro/ISS riporta stime di eccesso ponderale negli adulti intorno al 43% nel biennio 2020–2021 (sovrappeso + obesità), con differenze per età e territorio.

Quando l’obesità può dipendere da una causa endocrina “secondaria”?

Questa è una delle domande più comuni: “Devo fare gli esami ormonali?”. La risposta utile è: non sempre, e non a tappeto.

La linea guida della European Society of Endocrinology sul work-up endocrino nell’obesità sottolinea che lo screening per disturbi endocrini va orientato dalla sospetta clinica, non eseguito indiscriminatamente.

Segnali che possono far pensare a una causa endocrina (da valutare in visita) includono, per esempio:

  • aumento di peso rapido con segni clinici suggestivi (es. fragilità cutanea, strie violacee, debolezza prossimale) per ipercortisolismo;
  • sintomi importanti di ipotiroidismo (freddolosità marcata, sonnolenza, stipsi, cute secca) insieme ad altri segni;
  • alterazioni puberali/riproduttive, iperandrogenismo, irregolarità mestruali (inquadrare PCOS quando appropriato);
  • uso di farmaci che favoriscono aumento di peso (valutazione terapeutica personalizzata).

 “Esami sì, esami no”: una checklist endocrinologica per evitare eccessivi test e non perdere diagnosi importanti

Online si trovano liste di “pannelli ormonali” standard. Il rischio è doppio: fare esami con falsi positivi oppure non fare quelli giusti. Un approccio pratico, coerente con la guida ESE, è questo:

1) Prima domanda: ci sono segni clinici di endocrinopatia?

Se non ci sono segni/sintomi suggestivi, spesso la probabilità di trovare una causa endocrina “spiegante” l’obesità è bassa, e la priorità diventa l’inquadramento metabolico (glicemia/HbA1c, lipidi, pressione, funzionalità epatica) e lo stile di vita.

2) Seconda domanda: c’è un “pattern” che cambia la strategia?

Esempi pratici:

  • circonferenza vita alta e segni di insulino-resistenza → focus su rischio cardiometabolico e percorso strutturato;
  • sonnolenza diurna e russamento → sospetto di apnea ostruttiva del sonno (non è un “ormone”, ma cambia prognosi e gestione);
  • storia familiare forte e comparsa precoce → valutazione più intensa e obiettivi clinici più precoci.

3) Terza domanda: i farmaci possono contribuire?

La revisione della terapia (quando presente) può essere una leva reale: anche qui serve una valutazione individuale, senza sospensioni autonome.

4) Quarta domanda: qual è l’obiettivo misurabile oltre ai kg?

NICE insiste sulla gestione strutturata e sul monitoraggio nel tempo. In pratica, oltre al peso, si definiscono target come circonferenza vita, pressione, controllo glicemico, qualità del sonno, capacità funzionale e aderenza al percorso.

Qual è il percorso di cura oggi: stile di vita, supporto clinico e terapie

Le linee guida NICE per la gestione di sovrappeso e obesità descrivono un approccio “a intensità crescente”: interventi sullo stile di vita, supporto comportamentale, e valutazione di opzioni aggiuntive quando indicato.

A livello europeo, EASO ha pubblicato un framework per orientare anche il trattamento farmacologico dell’obesità e delle sue complicanze, con l’idea di allineare profilo del paziente e obiettivi clinici.

Scelta e intensità del trattamento non sono “taglia unica”: dipendono da BMI, adiposità centrale, comorbidità, storia di tentativi precedenti e preferenze del paziente.



Quando non è “urgente” (ma va comunque affrontata) e quando invece accelerare

Non è sempre necessario un percorso d’urgenza, ma è importante non rimandare troppo quando compaiono segnali di impatto sulla salute. In generale, conviene accelerare la valutazione se ci sono:

  • glicemie alterate/diabete o peggioramento rapido del controllo metabolico;
  • ipertensione non controllata;
  • sospetta apnea notturna con eccessiva sonnolenza diurna;
  • dolore articolare limitante o riduzione importante della funzionalità;
  • sospetto clinico di causa endocrina specifica (da inquadrare con visita).

Quali “false credenze” rendono più difficile il percorso?

Tre idee ricorrenti:

  1. “Basta forza di volontà”: l’obesità ha determinanti biologici, ambientali e comportamentali; ridurla a colpa personale ostacola le cure.
  2. “Devo fare tutti gli esami ormonali”: la guida ESE raccomanda di indirizzare i test su base clinica.
  3. “Se non perdo tanto peso, è inutile”: anche miglioramenti graduali e sostenibili possono ridurre rischio e migliorare qualità di vita; il focus è la salute, non la perfezione.

Quali passi concreti fare da domani?

  • Misura (o fai misurare) anche la circonferenza vita, non solo il peso.
  • Porta in visita elenco farmaci, esami recenti, storia di tentativi e difficoltà pratiche (sonno, fame, lavoro a turni, stress).
  • Chiedi un piano con obiettivi realistici e monitorabili (peso + parametri metabolici).
  • Se hai sintomi suggestivi di endocrinopatia, segnalali chiaramente: aiuta a decidere quali esami servono davvero.


Riferimenti (APA)

  1. World Health Organization. (2025). Obesity and overweight (Fact sheet). https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/obesity-and-overweight
  2. Ministero della Salute. (s.d.). Obesità (Guadagnare Salute). https://www.salute.gov.it/new/it/tema/stili-di-vita-guadagnare-salute/obesita
  3. Istituto Superiore di Sanità – EpiCentro. (2023). Sovrappeso e obesità nella popolazione adulta in Italia. https://www.epicentro.iss.it/ben/2023/1/sovrappeso-obesita-italia
  4. National Institute for Health and Care Excellence (NICE). (2025). Overweight and obesity management (NG246). https://www.nice.org.uk/guidance/ng246
  5. Pasquali, R., et al. (2020). Endocrine work-up in obesity: an ESE clinical practice guideline. (PDF). https://endocrinologia-chuc.org/wp-content/uploads/2022/06/European-Society-of-Endocrinology-Clinical-Practice-Guideline_-Endocrine-work-up-in-obesity.pdf
  6. European Association for the Study of Obesity (EASO). (2025). Framework for the Pharmacological Treatment of Obesity and its Complications. https://easo.org/framework-for-the-pharmacological-treatment-of-obesity-and-its-complications-from-the-european-association-for-the-study-of-obesity/




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