Operazione alla spalla: quando è necessaria?

Autore: Dott. Giovanni Di Giacomo
Pubblicato: | Aggiornato: 14/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Giovanni Di Giacomo, esperto in Ortopedia e Traumatologia, risponde alle domande più frequenti poste dai pazienti che non sanno se sottoporsi ad un’operazione alla spalla

 

 

1) Dott. Di Giacomo, quando bisogna operare la spalla? 

Ciò che porta il paziente a sottoporsi ad un intervento chirurgico alla spalla sono il dolore, che si presenta anche a riposo e di notte, e la difficoltà nel movimento. 
Quando si soffre di difetti di postura o quando i muscoli della schiena sono affaticati, ad esempio a causa della pratica sportiva, le strutture muscolotendinee e legamentose s’infiammano, a volte addirittura si lesionano. Per evitare che accada questo e che diventi necessaria l’operazione chirurgica, si può ricorrere ad un programma riabilitativo specifico.
La chirurgia si rende necessaria, quindi, in caso si siano verificate lacerazioni o rotture dei tendini. In questo caso, il trattamento riabilitativo post-chirurgico sarà volto ad eliminare le scorrette abitudini posturali che hanno determinato il danno tendineo.
Naturalmente, il Chirurgo Ortopedico dovrà tenere in considerazione quali strutture sono state danneggiate (ad esempio, la capsula, i tendini, la cartilagine, etc.) e da quale patologia il paziente è affetto (ad esempio, capsulite, tendinite della cuffia dei rotatori, artrosi, etc.) nel determinare il trattamento più adeguato ad ogni caso.

 

2) Come fa l’Ortopedico a capire da quali patologie è affetto il paziente?

L’esame radiografico permette all’Ortopedico di avere una visione globale dell’articolazione e, quindi, di effettuare una diagnosi più accurata della malattia. Grazie alla radiografia si possono individuare tumori e metastasi ossee, calcificazioni e patologie come l’artrosi. 
La risonanza magnetica, invece, è capace di evidenziare anche quei danni ai tendini che non sono la conseguenza di una qualche malattia, ma che sono dovuti all’invecchiamento. In quest’ultimo caso, l’operazione chirurgica sarebbe inefficace: si preferisce, quindi, adottare una terapia mirata alla riabilitazione dei tessuti. 

 

3) La rieducazione posturale dev’essere affiancata da altre tecniche terapeutiche?

La riabilitazione posturale e muscolare serve a risolvere il problema alla sua radice, agendo appunto sulle cause che hanno provocato il danno. Questa, però, dev’essere affiancata da altri importanti strumenti a nostra disposizione, mirati a diminuire il dolore e l’infiammazione. L’Ortopedico può prescrivere varie terapie, tra cui il laser, la Tecar, l’elettrostimolazione e la magnetoterapia. 

 

4) È consigliato operarsi se si ha un danno ai tendini?

Innanzitutto, bisogna prima provare a risolvere il problema con la fisioterapia, per provare a ristabilire la mobilità della spalla e diminuire il dolore. Se dopo 6 mesi non si raggiungono buoni risultati, allora bisogna considerare la chirurgia. 
Nei pazienti più giovani, invece, è consigliato intervenire subito chirurgicamente, per evitare ulteriori lesioni ai tessuti. 
I pazienti più anziani che non hanno avuto benefici dalla riabilitazione possono trovare un’alternativa nell’artroscopia, tecnica diagnostica e chirurgica che consente al Chirurgo di guardare all’interno della spalla del paziente attraverso una telecamera. Il Chirurgo agirà sul bicipite e sui tessuti degenerati per alleviare il dolore. 

 

5) Dopo un’operazione alla spalla, quali sono i tempi di recupero?

Il decorso post-operatorio può essere influenzato da numerosi fattori: dalla collaborazione del paziente, da fattori biologici, dall’età e dal sesso, dall’attività lavorativa e/o sportiva praticata, da malattie metaboliche associate, ad esempio il diabete, e dal tempo trascorso dalla comparsa dei sintomi all’operazione. 
Generalmente, quando si ripara un tendine o un legamento, è necessario aspettare 3-4 mesi per riprendere le normali attività lavorative e sportive, anche se il paziente non prova più dolore. Questo per consentire ai tessuti riparati di rigenerarsi.

 

6) Cosa succede in caso di una lussazione alla spalla?

Dopo una lussazione alla spalla, l’articolazione dev’essere riposizionata, “ridotta”, correttamente da personale esperto. Dopo il riposizionamento, il paziente dovrà portare un tutore per tre settimane circa, dopodiché dovrà affrontare una terapia riabilitativa volta a rinforzare i muscoli e a recuperare la mobilità articolare. 
Se, però, questi episodi in cui la spalla “esce” sono frequenti, allora si opta per l’intervento chirurgico. Il Chirurgo Ortopedico valuterà se procedere con un intervento chirurgico artroscopico o tradizionale a seconda della presenza di lassità articolare, della coesistenza di lesioni ossee, del grado e del tipo di attività sportiva praticata.

 

7) Le protesi alla spalla durano un tempo limitato?

Grazie ai materiali sempre più tecnologici di cui sono fatte, le protesi di spalla utilizzate negli ultimi anni garantiscono risultati duraturi nel tempo. Bisogna pensare, però, che queste vengono applicate su un tessuto osseo danneggiato, ad esempio osteoporotico, che col tempo può usurarsi ulteriormente. Per questo motivo, a volte, è necessario sottoporsi ad un ulteriore intervento.


Editor Karin Mosca

Dott. Giovanni Di Giacomo
Ortopedia e Traumatologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies