Ossessionati dalla perfezione: quando la vita si trasforma in un incubo

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

I maggiori esperti in psichiatria ci parlano del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), di come si manifesta e dei possibili trattamenti.  

 

Che cos’è il DOC e da dove nasce?

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di un pensiero ossessivi e compulsivi, che non possono essere messi da parte neanche per un secondo. Il paziente si sente infatti obbligato a comportarsi ed agire in maniera sintomatica, ripetendo gli stessi gesti una e un’altra volta fino a renderli dei veri e propri “rituali” ossessivo compulsivi.  

Si tratta di attività normali e quotidiane, come ad esempio controllare mille volte di avere chiuso bene la porta o lavarsi troppo le mani: questa specifica attività verrà ripetuta con frequenza e persistenza, come se fosse imposta o necessaria per poter continuare a vivere.

Quando si tratta di questo tipo di problema, cercare di ragionare con il paziente non serve a niente. Non si tratta di psicosi, ma di neurosi: per quanto il soggetto provi, non è capace di sconfiggere questo disturbo.

Il DOC è un disturbo biologico, generalmente ereditario, e che deve essere curato unicamente con una terapia farmacologica unita a un supporto psicoterapeutico.

 

La psicoterapia, funziona?

Si, funziona. Nonostante il fatto che il DOC sia classificato come un disturbo di tipo biologico e che, dunque, richieda una terapia farmacologica obbligatoria.

È molto importante che le persone che soffrono di questa patologia imparino a gestire la loro persona e adottino una serie di strategie: infatti, è consigliabile cercare di risolvere il problema in ambito familiare, circondarsi di persone in grado di dare buoni consigli e supporto emotivo. Molto spesso infatti, non è solo il paziente ad essere colpito negativamente da questa patologia, ma viene coinvolta tutta la famiglia.

 

È davvero necessario ricorrere alla terapia farmacologica?

Si, iniziare una terapia farmacologica è totalmente necessario, trattandosi di un disturbo biologico. Questo significa che, se non si scopre la reale causa, è impossibile risolvere il problema nonostante l’aiuto della psicoterapia.

Inoltre, è importante che il trattamento inizi il prima possibile, dato che questa malattia si manifesta intorno ai 14-16 anni, ed iniziare il trattamento ai 16 anni è molto meglio che iniziarlo ai 26. Prima si comincia, più alta sarà la probabilità di guarire.

 

 

 Redazione di Topdoctors

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Psichiatria


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