Osteoporosi: trattamento e cautele nell’utilizzo dei farmaci

Autore: Prof. Carmine Del Gaìzo
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

L’osteoporosi è una malattia sistemica caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione della architettura del tessuto scheletrico, con crescente fragilità e rischio di fratture spontanee anche in seguito a traumi di lieve entità. La frattura si realizza quando il carico supera la capacità di resistenza dell’osso. Ne parla il Prof. Carmine Del Gaìzo, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Palermo

Quali sono i principali fattori di rischio dell’osteoporosi?

In Italia la malattia colpisce circa 5.000.000 di persone, di cui oltre l’80% sono donne in post-menopausa ma ci sono Sorriso di una donnaanche altre condizioni patologiche che ne causano la comparsa.

Importanti fattori di rischio sono il fumo, l’alcol, il caffè, un’alimentazione carente di calcio, la sedentarietà, il menarca tardivo, la menopausa precoce.

Va diagnosticata e trattata per prevenire potenziali complicanze anche gravi come le fratture spontanee.

Qual è la relazione tra osteoporosi e osteonecrosi?

A fronte di alert già diffusi dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ogni specialista prescrittore (ortopedico, reumatologo, endocrinologo, ecc.) dei farmaci per la cura dell’osteoporosi, in accordo con le linee guida internazionali, deve oggi porre attenzione verso il paziente anche per la valutazione dello status del cavo orale al fine di prevenire drammatici effetti collaterali.

L’utilizzo terapeutico di farmaci, quali i bifosfonati e il denosumab, ha fatto emergere tra gli eventi avversi, una nuova patologia, l’osteonecrosi della mandibola o del mascellare superiore (ONJ). Si tratta di una osteomielite delle ossa mascellari che può essere asintomatica o dare dolore, ascessi e fistole.

Può essere sufficiente uno screening del cavo orale che preveda un esame clinico e una indagine radiologica (rx panoramica delle arcate dentarie) per esprimere un parere concreto riguardo al rischio. La valutazione dello stesso, eseguita dall’esperto, odontoiatra o medico orale, è determinante per avallare l’assunzione dei farmaci.

L’osteonecrosi è una patologia molto debilitante. Seppur rara perché si presenta con un’incidenza 1.04 to 69 per 100.000 pazienti/anno.

La sua insorgenza altera lo status delle funzioni del cavo orale, da quella masticatoria a quella deglutitoria con possibili ripercussioni anche sulla vita sociale del paziente. Generalmente dipende da diversi fattori di rischio già individuati dalla ricerca scientifica, come la dose e il tempo di esposizione spesso aggravati dalla presenza di malattia parodontale e dalla scarsa igiene orale, da estrazioni dentarie o procedure chirurgiche di implantologia e da protesi mobile (dentiera) non congrua. Ognuna di queste condizioni determina un’attivazione del metabolismo osseo con aumento del rimodellamento nelle sedi in cui si accumulano maggiormente i farmaci per l’osteoporosi. Essi bloccano il processo riparativo mediato dagli osteoclasti e favoriscono lo sviluppo di un processo osteomielitico (i.e. infezione dell’osso) fino alla formazione di un quadro di osteonecrosi.

Al fine di impostare un percorso terapeutico corretto e ridurre significativamente il rischio di ONJ è pertanto indispensabile una bonifica del cavo orale entro i primi 6 mesi dall’inizio della terapia.

Questo è un eccellente esempio di collaborazione multidisciplinare specialistica per la “cura” dei nostri pazienti e non solo delle loro patologie.

Prof. Carmine Del Gaìzo
Ortopedia e Traumatologia

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