Ostetricia e Ginecologia. Il lavoro difficile: capire, farsi capire, condividere i processi assistenziali
In generale negli anni è aumentata la necessità di avere informazioni sui problemi di salute personale.
La rete su questo ha giocato il ruolo dominante mettendo a disposizione di tutti un numero grande di informazioni da fonti diverse, ma non differenziate e anche, almeno in parte, non qualificate.
Io adesso sto dando informazioni, io posso essere uno qualunque e chi mi legge non ha nessun parametro per misurare la mia attendibilità se non si mette a cercare in rete informazioni che mi riguardano oppure mi riconosce un ruolo o mi conosce direttamente.
La rete ospita tutti e tutti hanno lo stesso diritto di dire tutto quello che vogliono.
Chi legge messaggi postati in rete, prima di farsi coinvolgere, deve capire che esistono informatori che posso essere ignoranti sull’argomento, e anche aggressivi e sensazionalisti.
Le fake news che nascono per disinformare, sono aggressive e sensazionaliste e raccontano il falso come in genere fa l’informatore ignorante.
Come recepire informazioni
Recepire informazioni da chiunque in modalità acritica senza chiedersi chi è l’informatore (perché scrive questo, quanti informatori la pensano diversamente e con quali argomenti) induce a far proprie false verità e genera un clima di sfiducia e alla fine sospetto e paura di essere ingannati dai professionisti ufficiali che parlano di vere verità. Esattamente a quanto realizzano le fake news.
La donna, la coppia, arriva al consulto con il medico con informazioni che ritiene valide e fondate, supportate da convinzioni, abitudini e valori riguardo al rischio e alle scelte di comportamento, ottenute spesso da referenti significativi di cui si fida (la mia amica ha fatto così, nel forum hanno detto questo) ma prive di prove di evidenza e che supportano preoccupazioni e timori non fondati o irrazionali.
Nella pratica clinica ostetrica e ginecologica, l’ambulatorio di tutti i giorni, Il ginecologo deve tenere conto di questa realtà e dare le informazioni che ritiene importanti e utili a comprendere le situazioni di rischio e i vantaggi e gli svantaggi di determinati comportamenti e a orientare la donna o la coppia a evitare scelte svantaggiose o pericolose (esempio classico in ostetricia chiedere un cesareo senza nessuna indicazione).
Il dovere del medico
Per fare questo nel corso della consultazione il medico dovrebbe:
• Partire e fare domande sulle informazioni che la paziente ha già sul problema per cui chiede una
visita (cosa le hanno già detto? cosa ha letto?) per sapere cosa sa già o crede di sapere
• Tenere conto degli aspetti emotivi
• Esplorare il mondo della paziente (abitudini, obiettivi, priorità..)
• Personalizzare le informazioni che sta per dare
• Facilitare le domande e rispondere a tutte le domande
• Parlare soltanto di ciò che è appropriato al problema
• Evitare l’ambiguità, i termini e le espressioni non comprensibili per quella tipologia di paziente
• Confermare le informazioni condivisibili e solo dopo correggere o smentire quelle inesatte
• Dichiarare con termini chiari le proprie valutazioni professionali e le opzioni diagnostiche e
terapeutiche
• Non schierarsi
• Mantenere la giusta distanza (non troppo lontano, non troppo vicino)
• Dare informazioni solo e unicamente nella misura in cui sono necessarie per la comprensione del
messaggio (non troppe, non troppo poche)
• Attivare la bilancia decisionale (aspetti di rischio, aspetti vantaggiosi)
• Esplorare i fattori che apparentemente rendono difficile la decisione.
• Indicare obiettivi condivisibili
• Negoziare soluzioni praticabili
• Condividere gli obiettivi di salute e concordare percorsi di salute e di cura
Per concludere
• La competenza comunicativa è un diritto/dovere del professionista
• E’ importante che ogni professionista preveda un tempo per la comunicazione
• Ogni paziente ha il diritto all’ascolto, alla correttezza informativa, al rispetto
• Ogni paziente ha il dovere di facilitare il processo di comunicazione rendendosi disponibile al
dialogo interattivo perché una buona comunicazione medico-paziente migliora
l’informazione e facilita la scelta diagnostica e terapeutica
• I pazienti non sono soggetti passivi nel processo informativo ma devono recepire attivamente
l’informazione e interagire affinché ogni pre-giudizio si trasformi in un sereno giudizio
• La sinergia comunicativa tra medico e paziente è uno strumento cardine di ogni processo
assistenziale, incluso in questo concetto il suo rifiuto totale o parziale.

