Otosclerosi: cos'è e come affrontarla

Autore: Dott. Giovanni Colombo
Pubblicato: | Aggiornato: 13/11/2018
Editor: Top Doctors®

L’otosclerosi è una malattia dell’orecchio che causa sordità o ipoacusia e colpisce prevalentemente il sesso femminile. Il Dott. Giovanni Colombo, esperto in Otorinolaringoiatria a Milano ci spiega come affrontarla

L’otosclerosi è una malattia dell’orecchio che causa sordità o ipoacusia. È la più comune causa di ipoacusia acquisita e nel 70-80% dei casi è bilaterale. Colpisce prevalentemente il sesso femminile e l’età di maggiore incidenza è tra i 20 e i 40 anni. È associata ad acufene nell’80% dei casi.                                                                                                      

Si tratta di una malattia distrofica ereditaria, che causa un rimodellamento osseo di solito localizzato a livello della finestra ovale e della staffa determinando l’ipomobilità/fissità della catena ossiculare. La base della staffa (l’ultimo ossicino) funziona come pistone all’interno della finestra ovale e, se si blocca, il suono non viene trasmesso ai recettori dell’orecchio interno con conseguente ipoacusia di tipo trasmissivo. Se il focolaio otospongiotico si estende all’orecchio interno danneggia l’organo di senso uditivo e l’ipoacusia può acquisire delle componenti neurosensoriali diventando mista e poi neurosensoriale pura. La sordità peggiora gradualmente nel tempo anche se in modo non prevedibile, potendo subire brusche accelerazioni in particolari momenti della vita come in gravidanza e durante l’allattamento. La diagnosi viene fatta in corso di visita specialistica otorinolaringoiatrica con esame audiometrico tonale ed esame impedenzometrico.     

Il trattamento dell’otosclerosi può essere chirurgico o mediante l’impiego di apparecchi acustici. La chirurgia prevede la sostituzione di una parte della staffa (stapedotomia) o di tutta la staffa (stapedectomia) con una microprotesi con l’obiettivo di ripristinare la motilità della catena ossiculare consentendo di ripristinare il trasferimento del “suono” ai sensori dell’orecchio. Si tratta di un intervento microchirurgico di alta precisione che prevede anche l’ultilizzo di laser con una percentuale di successo superiore al 90%. 

Dott. Giovanni Colombo
Otorinolaringoiatria

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