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Pancreatite acuta: ecco cosa devi sapere

La pancreatite acuta è una condizione medica che può presentarsi in modo improvviso e, in alcuni casi, con conseguenze gravi. Un intervento tempestivo e un corretto inquadramento diagnostico sono fondamentali per garantire il recupero e prevenire complicanze. Questo articolo illustra in maniera chiara le forme cliniche, le possibili cause, i sintomi principali e le opzioni terapeutiche disponibili.

Che cos’è la pancreatite acuta?

Si tratta di un’infiammazione improvvisa del pancreas che danneggia temporaneamente le cellule pancreatiche, riducendone la funzionalità. In base alla gravità, si distingue in:

  • Lieve: nessun danno d’organo o complicanza.
  • Lieve/moderata: danno d’organo transitorio (<48 ore) e/o complicanze locali o sistemiche senza danno persistente.
  • Severa: danno d’organo persistente (>48 ore) con rischio di insufficienza multiorgano.

Poiché la severità non è valutabile con certezza all’esordio, il ricovero è indicato per il monitoraggio clinico.

Quali sono le cause principali?

Le cause più frequenti, in ordine decrescente, sono:

  • Ostruzione della via biliare da calcoli
  • Alcol e farmaci
  • Malformazioni anatomiche
  • Procedure diagnostiche invasive come l’ERCP
  • In alcuni casi non si individua una causa precisa (pancreatite idiopatica).

Forme cliniche

  • Pancreatite acuta edematosa

Rappresenta circa l’85% dei casi, è reversibile e non coinvolge altri organi.

Sintomi: dolore addominale alto irradiato al dorso, nausea, vomito, febbre.

Diagnosi: esame obiettivo, analisi di sangue (amilasi, lipasi, PCR), ecografia e TAC.

Terapia: digiuno, idratazione endovenosa, analgesia; in caso di calcoli, disostruzione biliare tramite ERCP.

  • Pancreatite acuta necrotica

Circa il 15% dei casi, con distruzione del tessuto pancreatico e rilascio di sostanze tossiche. Può compromettere in modo permanente la funzione pancreatica e predisporre a infezioni o emorragie.

Terapia: antibiotici, drenaggi, in alcuni casi intervento chirurgico.

Quali sono le possibili complicanze?

  • Raccolte fluide peripancreatiche: spesso si risolvono spontaneamente.
  • Necrosi infetta: richiede drenaggio e antibiotici.
  • Ascesso pancreatico: drenaggio e, se necessario, chirurgia.
  • Pseudocisti: piccole tendono a regredire, grandi possono richiedere intervento.
  • Walled off pancreatic necrosis: raccolte tardive di necrosi, spesso trattate con approccio combinato antibiotico e interventistico.


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Quando è indicata la chirurgia?

L’approccio è oggi più conservativo. L’intervento è riservato a:

  • Raccolte necrotiche infette
  • Emorragie
  • Peggioramento clinico dopo drenaggio percutaneo


La necrosectomia può essere eseguita con tecnica tradizionale o mini-invasiva.