Paralisi ostetrica: che cos’è e come si tratta

Autore: Dott. Mario Cervone de Martino
Pubblicato:
Editor: Jennifer Verta

In alcune rare occasioni, durante il parto possono verificarsi danni al sistema nervoso del neonato che portano a paralisi sensiva o motoria. Il Dott. Mario Cervone de Martino, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Napoli, ci parla dei campanelli d’allarme di questa patologia.

Che cosa si intende per paralisi ostetrica?

Il plesso brachiale è un insieme di nervi che hanno origine dalle vertebre cervicali e che hanno i il compito di convogliare sensibilità e motricità agli arti superiori: la loro lesione determina una paralisi sensitiva e motoria che compromette le funzioni biologiche del paziente. Tale danno può avvenire durante il parto e in questo caso si parlerà di paralisi ostetrica, classificata in tre tipologie:

  • Paralisi Ostetrica Superiore: è quella più comune e viene riconosciuta facilmente al momento della nascita; in questo caso la lesione riguarda la parte superiore del plesso brachiale.
  • Paralisi Ostetrica Inferiore: non molto comune, è difficile da individuare appena dopo il parto e si diagnostica solitamente quando il bambino inizia a compiere semplici attività come quella di afferrare gli oggetti; in questo caso il danno è situato nella parte inferiore del plesso brachiale.
  • Paralisi Ostetrica Totale: il danno al plesso brachiale è integrale e porta alla paralisi motoria e sensitiva, per questo motivo è facilmente riconosciuta alla nascita.

Quali sono i fattori di rischio?

I principali fattori di rischio che possono causare la paralisi ostetrica possono essere molteplici e vanno dal diabete della mamma, al peso ingente del bambino alla nascita, fino all’utilizzo del forcipe durante il parto: solitamente a causa di questi fattori, alla paralisi ostetrica sono spesso associate fratture alla clavicola e all’omero, oltre al torcicollo neonatale.

A quali sintomi bisogna prestare particolare attenzione?

I sintomi che un bambino manifesta se è affetto da paralisi ostetrica possono essere più o meno gravi, possono insorgere fin dalla nascita o svilupparsi dopo qualche mese (Paralisi Ostetrica Inferiore) e possono essere diversi dipendendo dal tipo di patologia. Tra i sintomi più frequenti troviamo debolezza, insensibilità completa o paralisi parziale e totale del braccio, mano con presa debole e sviluppo alterato di muscoli, nervi e sistema circolatorio.

Come si tratta questa patologia?

Il trattamento della paralisi ostetrica deve iniziare il più tempestivamente possibile quindi è molto importante una diagnosi precoce. Attraverso delle specifiche tecniche fisioterapiche applicate sia dallo specialista che dai genitori è possibile rievocare i movimenti riflessi del neonato e risolvere la paralisi senza ulteriori trattamenti. È controindicato forzare movimenti passivi, soprattutto nei primi 15 giorni dalla nascita: è infatti probabile che siano presenti lesioni ossee e muscolari e per tale motivo le valutazioni dello specialista ortopedico e del fisiatra sono essenziali per decidere il tipo di trattamento da intraprendere. La maggior parte dei piccoli pazienti non necessiterà approcci terapeutici diversi dalla fisioterapia. Tuttavia se il recupero non avviene nei tempi ritenuti opportuni, dopo il diciottesimo mese di vita sarà necessario sottoporre il bambino ad un intervento chirurgico.

Dott. Mario Cervone de Martino
Ortopedia e Traumatologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies