Parliamo della Malattia di Peyronie!
In questo articolo il Dott. Giuseppe Mastrocinque, specialista in Urologia, ci parla della Malattia di Peyronie, una patologia che colpisce la tunica albuginea del pene e che può causare deformità. Vediamo insieme di cosa si tratta!
Cos’è la Malattia di La Peyronie?
La Malattia di La Peyronie o Induratio penis plastica (IPP) è una patologia acquisita del tessuto connettivo della tunica albuginea del corpo cavernoso, caratterizzata da eccessiva fibrosi e formazione di una o più placche, che non si espandono come la normale tunica albuginea causando deformità del pene nello stato eretto incluso curvatura, accorciamento, indentazione e restringimento con effetto clessidra.
Le prime note sulla malattia furono scritte nel 1743 da Francois Gigot de La Peyronie (Montpellier 1678 – Versailles 1747), capo chirurgo militare di Luigi XIV.
Quali sono le cause?
La Induratio penis plastica è una condizione comune, la cui esatta eziologia è ad oggi ancora sconosciuta. La prevalenza è più alta tra i pazienti con diabete e deficit erettile.
L’ipotesi più accreditata: traumi o microtraumi ripetuti nel tempo a carico del pene eretto che determinano lesioni, anche minime, della tunica albuginea.
Il rivestimento dei corpi cavernosi, infatti, presenta fibre circolari intorno a ciascuno di essi e fibre a decorso longitudinale che li rivestono consensualmente. Sulla linea mediana queste fibre ad andamento ortogonale tra loro si incontrano nel setto intercavernoso. Un trauma a pene eretto può scollare questi due strati di fibre lacerandoli.
A queste lacerazioni, uniche o ripetute, conseguono i normali processi riparativi dell’organismo che all’inizio producono fenomeni di infiammazione locale e, nel tempo, probabilmente in individui predisposti, la formazione di una cicatrice. Questa costituisce la tipica "placca" della IPP.
Quali sono i sintomi e le complicanze?
La malattia ha una fase acuta e una fase fibrotica cronica. È raccomandato un intervento precoce per migliorare i risultati. La placca di IPP esercita degli effetti meccanici sulla tunica di rivestimento del pene e sulle strutture pericavernose determinando:
- dolore
- retrazione del pene (curvatura/restringimento) con annessa difficoltà/impossibilità al rapporto sessuale.
- disfunzione erettile.
Come avvengono diagnosi e trattamento?
La diagnosi solitamente è clinica in seguito a visita specialistica che evidenzia la “placca” e dell’ausilio di autofotografie del pene in erezione può avvalersi anche di ecografia peniena per stabilirne la grandezza e l’eventuale concomitanza di disfunzione erettile.

I trattamenti non chirurgici sono indicati per la fase acuta per alleviare il dolore e stabilizzare la curvatura e la deformità, tra cui l'iniezione intralesionale di collagenasi clostridale sembra la più efficace, per il dolore può essere indicata la terapia con onde d’urto della placca peniena (ESWT).

Il trattamento chirurgico può essere considerato per la malattia stabilizzata per i pazienti con deformità gravi che ostacolano il rapporto sessuale, o casi con deficit erettivi refrattari al trattamento medico.
In tali situazioni vengono prese in considerazione diverse tecniche di corporoplastica di raddrizzamento penieno a seconda del grado della curvatura e della clinica.
Nella maggior parte dei casi vengono utilizzate tecniche chirurgiche in cui si agisce controlateralmente alla curvatura (sul lato convesso) al fine di creare un’armonico raddrizzamento (tecniche di Yachia o Nesbit).
In altri casi vanno considerate procedure più complesse che agiscono sulla placca; Queste comportano l'incisione del lato corto (concavo) del pene, allungandolo e creando un difetto sintetico, che è allora sostituito con un innesto. Le procedure di allungamento forniscono una scelta ragionevole per gli uomini con un alto grado di curvatura (più di 60°) e per quelli con deformità a clessidra.

La gestione dell’incurvamento penieno è da affidare a mani esperte che possano ben identificare le migliori soluzioni a seconda del grado di curvatura e della morfologia complessiva del pene.


