Patologie del basicranio, è arrivata la microchirurgia!

Autore: Prof. Giancarlo Pecorari
Pubblicato: | Aggiornato: 13/11/2018
Editor: Antonietta Rizzotti

La base cranica è l’area sulla quale poggia il cervello e comprende orbite, condotti uditivi, arterie vertebrali e carotidee, oltre ai 12 nervi cranici ed al sistema venoso di drenaggio del cervello. Ne parla il Prof. Giancarlo Pecorari, esperto in Otorinolaringoiatria e in Chirurgia Maxillo-facciale a Torino.

Che cosa si intende per base cranica?

La base cranica è una zona delicata e molto importante per la vita umana, infatti i nervi che portano i segnali da e per il cervello passano proprio da qui: per questo motivo se la base cranica è colpita da patologie che necessitano un’operazione chirurgica, l’intervento sarà estremamente complesso e richiederà grandi abilità da parte del chirurgo.

Interventi chirurgici: tra passato e presente

Per i tumori della base cranica la terapia chirurgica punta a essere sempre meno invasiva: si studiano e si applicano nuove vie, approcci e tecniche nuove, capaci di raggiungere il massimo risultato di guarigione oncologica e di abbinarlo al minimo danno estetico e funzionale». 

In cosa consiste la microchirurgia della base cranica?

Oggi è possibile trattare le patologie della base cranica con interventi di tipo endoscopico che risultano essere molto meno invasivi rispetto alle tecniche tradizionali. Si tratta di approcci complessi che consentono di trattare patologie localizzate in aree difficilmente raggiungibili.

Le nuove procedure endoscopiche si avvalgono di nuove vie di accesso che utilizzano il naso come corridoio chirurgico.

In questo modo è possibile raggiungere la patologia senza porre nessuna trazione o compressione sulle strutture vitali del cervello.

Quali sono i vantaggi della chirurgia endoscopica?

Ecco alcuni dei vantaggi della scelta di operare una patologia della base cranica attraverso interventi di chirurgia endoscopica:

  • Assicura un’accurata rimozione della patologia. La percentuale di recidiva dei tumori, ad esempio, è estremamente bassa e il tasso di morbilità (danni alle strutture vicine al campo operatorio) è ridotto al minimo;
  • Non prevede incisioni e quindi non lascia cicatrici;
  • Riduce i rischi, le complicazioni e il dolore post-operatorio;
  • Garantisce un rapido recupero del paziente;
  • Non prevede un lungo ricovero, infatti la maggior parte dei pazienti può lasciare l’ospedale dal primo giorno successivo all’intervento.

Prof. Giancarlo Pecorari
Otorinolaringoiatria

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