Patologie della pelle: il ruolo della terapia fotodinamica

Autore: Dott. Giuseppe Solari
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La terapia fotodinamica rappresenta una procedura innovativa usata per la cura di alcune malattie della pelle. La tecnica, minimamente invasiva può offrire maggiore garanzia e fiducia al paziente. Ne parla il Dott. Giuseppe Solari, esperto in Dermatologia a Genova

Che cos’è la terapia fotodinamica?

Si tratta di una procedura estremamente efficace e non invasiva utilizzata per il trattamento di alcune patologie della pelle. La terapia prevede l’utilizzo di “acido 5 aminolevulinico” che viene applicato direttamente sull’area da trattare in un arco di tempo che va dalle tre alle sei ore.

La sostanza applicata viene così assorbita solo dalle cellule malate, che sottoposte poi ad una luce con lunghezza d’onda di 630 nm vanno incontro a morte cellulare (apoptosi), garantendo l’indennità di quelle sane che non hanno assorbito la sostanza.

Quali patologie si possono trattare con la terapia fotodinamica?

La tecnica è stata perfezionata negli anni, a partire dal 2000, ed è stata promossa all’attenzione di specialisti che trattano i tumori della pelle non melanoma, ovvero:

  • Cheratosi attiniche
  • Epiteliomi basocellulari
  • Epiteliomi spinocellulari
  • Carcinoma intraepidermico di Bowen
  • Acne medio-grave

La terapia fotodinamica utilizza una luce particolare con lunghezza d’onda di 630 nanometri che è in grado di eliminare e di distruggere circa l’80% dei tumori fino a 5 mm. di profondità ed anche tumori più profondi grazie alla combinazione di una terapia demolitiva, una tecnica laser o di raschiamento. Inoltre, è indolore e non lascia ferite o cicatrici oltre ad offrire il vantaggio di non dover utilizzare farmaci.   

Quali sono gli altri vantaggi dell’utilizzo della terapia fotodinamica?

La terapia fotodinamica garantisca un’elevata percentuale di successo nella cura dei tumori della pelle ed offe al paziente maggiore sicurezza anche in termini di accuratezza terapeutica rispetto ad altre metodiche demolitive utilizzate. Inoltre, sottoporsi alla procedura non reca danni a tutti tessuti dell’area trattata e può essere associata ad altre procedure terapeutiche, offrendo risultati estetici eccellenti. Se necessario si può ripetere anche più volte senza alcun problema.

È considerata una terapia di prima istanza anche per pazienti in trattamento anticoagulante, perché non causa sanguinamento, ed in portatori di pacemaker, in quanto non necessita dell’uso di coagulatori elettrici.

Dott. Giuseppe Solari
Dermatologia

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