Perché affidare i nostri bambini ad un radiologo pediatra?

Autore: Dott. Alberto Gaeta
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Editor: Top Doctors®

“Il bambino non è un piccolo adulto” afferma il Dott. Alberto Gaeta, esperto in radiologia pediatrica a Bari, che ci spiega l’importanza di rivolgersi ad uno specialista nella diagnosi delle patologie dei più piccoli. 

Che cos’è la Radiologia Pediatrica?

La Radiologia Pediatrica è la branca che si interessa della diagnostica per immagini nell’individuo da 0 a 18 anni e si avvale essenzialmente di quattro metodiche: Radiologia tradizionale (le cosiddette radiografie), ecografia, TAC e Risonanza Magnetica.
La Radiologia applicata alla Pediatria, non è semplicemente la trasposizione nel bambino dell’imaging dell’adulto, poiché il bambino non è un piccolo adulto (bibliografia 1): in età pediatrica sono infatti presenti patologie assolutamente peculiari, che non esistono in età adulta e che si sviluppano in un organismo biologicamente diverso. Nel contesto dell’età pediatrica poi, vi sono patologie presenti solo nel neonato (primo mese), solo nell’età infantile (fino a 2 anni) o solo in età puberale.
Pertanto è fondamentale affidare i propri bambini ad un radiologo che lavora in un Ospedale Pediatrico: è solo in questo contesto che si sviluppano le competenze necessarie al fine di una gestione all’altezza delle aspettative di noi genitori, sia dal punto di vista psicologico-emozionale che dal punto di vista prettamente diagnostico.
La probabilità di una diagnosi accurata e precisa è maggiore quanto maggiore è l’esperienza nel campo pediatrico del radiologo al quale ci rivolgiamo. Persino la definizione di “normalità” (ovvero “esame negativo”) è molto più difficile nel bambino che nell’adulto.

Radiologia Pediatrica: tra metodiche e differenze 

A proposito di diversità del mondo pediatrico, basti ricordare quanto in età evolutiva una metodica come l’ecografia rivesta carattere di assoluta preponderanza in quanto non comporta l’utilizzo di radiazioni, con conseguenti indicazioni ed applicazioni impensabili per l’adulto (ecografia del piloro, ecografia dell’encefalo, ecografia delle anche, ecografia polmonare etc). Si può senza dubbio affermare che l’ecografia è ancora oggi, nonostante l’avvento di nuovi macchinari, la metodica diagnostica di primo livello più utilizzata in età pediatrica, specie nei bambini al di sotto dei 10 anni.
Tra le varie metodiche di imaging disponibili, la radiografia tradizionale, nonostante l’utilizzo di radiazioni ionizzanti, vanta ancora un ruolo importante nello studio del torace (specie nella febbre di origine indeterminata) e delle ossa (ricerca di lesioni scheletriche, valutazione della maturazione scheletrica e delle sindromi malformative).
Anche la TAC comporta l’esposizione del bambino a radiazioni ionizzanti, per di più a dosi maggiori rispetto alla radiologia tradizionale e, pertanto, deve essere impiegata con estrema cautela. In determinati ambiti però, la TAC è comunque insostituibile ad esempio nell’analisi dell’estensione dei tumori o nello studio di patologie polmonari interstiziali.
Bisogna rimarcare che il radiologo con esperienza pediatrica sa più di ogni altro specialista come ottenere il massimo risultato diagnostico con il minore utilizzo di dose di radiazioni. Ad esempio, tipicamente un radiologo con minima o nulla esperienza in diagnostica pediatrica, eseguirà una TAC con più passaggi nel tubo (come abitualmente si fa con gli adulti), mentre un radiologo che lavora quotidianamente con i bambini cercherà in tutti i modi di evitare questa evenienza. Ciò è particolarmente importante in ambito pediatrico, poiché i bambini sono particolarmente vulnerabili agli effetti delle radiazioni ionizzanti. (bibliografia 2)

 

 

IL RADIOLOGO PEDIATRA CONOSCE PIU’ DI OGNI ALTRO MEDICO COME UTILIZZARE LE RADIAZIONI IONIZZANTI IN MASSIMA SICUREZZA

Per terminare, pariamo sinteticamente della Risonanza Magnetica (RM): ultima metodica che si è affacciata nel mondo della radiologia e che garantisce le maggiori performance diagnostiche in massima sicurezza in quanto, al pari dell’ecografia, non comporta l’esposizione del bambino alle radiazioni ionizzanti. Mentre nel contesto della radiologia dell’adulto spesso la RM costituisce semplicemente un completamento della TAC, nel bambino è una metodica fondamentale e non di rado insostituibile in determinati settori anatomici, specie nello studio dell’encefalo, della colonna, delle articolazioni e in generale delle patologie sistemiche e reumatiche (RM “whole body”, bibliografia 3).
Un unico vero limite della Risonanza è il ricorso talora necessario all’anestesia, specie quando bisogna analizzare bambini non in grado di stare fermi per almeno 20 – 30 minuti (bimbi piccoli al di sotto dei 6 anni o in generale iperattivi). In un ambiente dedicato però, come quello della nostra Radiologia, all’interno di una Risonanza Magnetica trasformata in una sorta di navicella spaziale, i bimbi si trovano maggiormente a loro agio e l’incidenza di esami in anestesia si riduce automaticamente.

In conclusione, è fondamentale la giusta scelta nell’affidare la salute dei nostri bambini, anche in ambito radiologico. Lo specialista radiologo pediatrico che si cimenta ogni giorno con i bambini all’interno di un Ospedale Pediatrico ha un background culturale, un’esperienza ed una passione per questo settore che non è possibile trovare in altri radiologi applicati in contesti lavorativi generici e non specialistici. 

 

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: 
1 http://www.who.int/ceh/capacity/Children_are_not_little_adults.pdf 
2 https://www.ajronline.org/doi/abs/10.2214/ajr.128.6.1066 
3 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27043465 
4 https://www.youtube.com/watch?v=8KQxJXxBX38  

 

Dott. Alberto Gaeta
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