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Perché si formano i calcoli?

Autore: Dott. Andrea Mancini
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La calcolosi urinaria è una patologia causata dalla presenza di calcoli nelle vie urinarie (reni, uretere, vescica). I calcoli sono concrezione solide (come sassolini) che si formano lungo le vie urinarie, costituiti dall’aggregazione di sali cristallizzati. Il Dott. Andrea Mancini, esperto in Nefrologia a Bari, ci aiuta a capire meglio

Quali sono le cause della calcolosi renale?

I calcoli si formano per la presenza nelle urine di sali in concentrazione superiore alla norma (sovrasaturazione): i sali, non discioltragazza che beve acquai dall’urina, si aggregano in cristalli, che fondendosi, formano il calcolo. Concorrono alla sovrasaturazione urinaria fattori alimentari e genetici.

Tra i fattori alimentari:

  • Consumo eccessivo di carne;
  • Consumo di bibite contenenti acido fosforico;
  • Consumo eccessivo di sale;
  • Consumo eccessivo di zucchero;
  • Consumo insufficiente di acqua e liquidi;
  • Consumo eccessivo o insufficiente di calcio.

Esistono, inoltre, alcune condizioni patologiche che possono favorire la formazione del calcolo:

  • Iperparotiroidismo (aumentata produzione di un ormone prodotto dalle paratiroidi);
  • Ipercalciuria (aumentata eliminazione di calcio con le urine);
  • Iperuricosuria (aumentata eliminazione di acido urico con le urine);
  • Iperossaluria (aumentata eliminazione di ossalati con le urine);
  • Acidosi tubulare renale (incapacità del rene di rendere acide le urine);
  • Infezione delle vie urinarie.

Da cosa sono formati i calcoli?

Riporto per semplicità una tabella con i tipi di calcoli e la frequenza con la quale è possibile rinvenirli nelle vie urinarie:

Tabella composizione calcoli

Le dimensioni di queste formazioni possono variare e arrivare nei casi più gravi fino a quelle di una palla da golf.

Come si manifesta la malattia?

La presenza di calcoli lungo le vie urinarie può essere del tutto asintomatica, ma più spesso essa si manifesta con la classica colica renale caratterizzata dall’insorgenza di dolore acuto, violento ed intermittente a carico del fianco con irradiazione verso la colonna lombare e la regione genitale.

Come si fa la diagnosi?

Con l’esame delle urine: che può mettere in evidenza la presenza di sangue o di cristalli. Con l’ecografia renale: che può riconoscere il calcolo nell’ambito del parenchima renale, della vescica e in alcuni casi lungo l’uretere. Con la radiografia dell’addome: che però riconosce solo alcuni tipi di calcoli. Con la TAC spirale: che rappresenta l’esame d’elezione. Con l’esame chimico-fisico del calcolo: che ne mostra la natura.

Come modificare la propria dieta?

Modificare le abitudini alimentari è sicuramente d’aiuto, ma prima di far questo va eseguito uno studio metabolico atto ad identificare predisposizione e fattori di rischio, riconosciuti i quali possono essere prescritte diete specifiche. È buona norma comunque incrementare l’introito idrico utilizzando un’acqua con basso residuo fisso e ridurre l’assunzione di alimenti ricchi di ossalato:

  • Cioccolato;
  • Cacao;
  • Tè verde;
  • Sesamo;
  • Barbabietola,
  • Rabarbaro;
  • Verdure a foglia verde scura quali spinaci, verze e bietole;
  • Pomodori verdi.

Come si cura?

La colica renale deve essere trattata riducendo drasticamente l’introito idrico in quanto grandi quantità di acqua scatenano un dolore insopportabile; possono essere utilizzati farmaci antidolorifici/antiinfiammatori, non vanno usati antispastici in quanto ragazza sdraiata con dolore al fiancobloccano la eventuale progressione del calcolo verso l’esterno. Spesso il calcolo si blocca lungo le vie urinarie (uretere o vescica) in questo caso l’utilizzo off-label (impiego nella pratica clinica di farmaci al di fuori delle condizioni autorizzate) di alfa litici aiuta l’eliminazione del calcolo. I calcoli di dimensioni inferiori a 5 mm transitano spontaneamente lungo le vie urinarie e vengono eliminati con le urine. I calcoli grandi tra 5 e 7 mm transitano spontaneamente solo nel 50% dei casi mentre quelli superiori a 7 mm richiedono di solito l’intervento medico. La terapia medica prevede un incremento della diuresi e l’utilizzo di farmaci che favoriscono la dissoluzione dei sali nelle urine (citrati di potassio e magnesio). La Terapia Chirurgica prevede solo nel 5% dei casi l’intervento tradizionale sul rene con asportazione del calcolo perché esiste la possibilità di ricorrere sia alla “frantumazione” (litotrisia) che alle tecniche endo-urologiche, tecniche che consentono di evitare nella maggior parte dei casi l’intervento chirurgico.

Dott. Andrea Mancini
Nefrologia

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