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Petto escavato? Il vacuum bell ti evita la chirurgia!

Non sempre in caso di Pectus Excavatum il paziente deve affrontare un intervento chirurgico. Esiste una alternativa per i casi medio-gravi: il vacuum bell! Il Dott. Francesco Mario Lotito ci spiega in questo articolo in cosa consiste il petto escavato e la correzione non chirurgica

Pectus Excavatum: come lo diagnostichiamo?

Il petto escavato normalmente si diagnostica attraverso l’analisi obbiettiva del torace misurando quanto lo sterno sia effettivamente infossato. Se il medico lo considera necessario, può prescrivere alcuni accertamenti più approfonditi per evitare complicanze sulla normale attività di cuori e polmoni. Questi esami possono essere:

Esistono cause precise del Pectus Excavatum?

Al giorno d’oggi le cause alla base della patologia sono ancora ambigue. Si possono riscontrare possibili cause genetiche ereditarie nei pazienti aventi casi passati in famiglia. Anche la familiarità, però, è una ipotesi imprecisa: i geni responsabili e le modalità di trasmissione non sono ancora stati individuati.

Anche il processo d’infossamento dello sterno è ancora pressoché misterioso. Studi affermano possa essere dovuto alla crescita sproporzionata della cartilagine situata tra costole e sterno. La cartilagine, infatti, spingerebbe la zona centrale del torace verso l’interno.

Certo è che può essere manifestazione di alcune patologie, come:

  • Scoliosi: curvatura anomala della colonna vertebrale;
  • Sindrome di Marfan: patologia ereditaria del tessuto connettivo che genera dispnea, problematiche cardiovascolari, deformazioni scheletriche e muscolari, problemi di vista e problemi di linguaggio. In quanto malattia genetica, è incurabile;
  • Rachitismo: malattia degenerativa dell’apparato scheletrico. Appare sin dall’infanzia per mancanza di vitamina D e di esposizione alla luce solare.

Vacuum Bell

Come già anticipato, il vacuum bell è una valida alternativa per i pazienti che non intendono sottoporsi a nessun tipo di intervento chirurgico. La finalità dello strumento è di creare un vuoto tra la parete toracica e la ventosa, consentendo la risalita dello sterno.

Dopo aver utilizzato lo strumento correttamente per 6 mesi per 3 ore al giorno, il paziente ottiene il massimo aggiustamento possibile del petto escavato. Se il paziente prosegue con la terapia per due anni eviterà eventuali recidività. Ovviamente, durante il trattamento, il paziente dovrà sottomettersi ad un follow-up continuo per evitare eventuali complicanze o effetti collaterali.

Il vacuum bell è sconsigliato a quei pazienti che soffrono di: