Piede piatto dell’adulto: cause, sintomi e trattamenti
Il piede piatto nell’adulto è una condizione ortopedica caratterizzata dal cedimento dell’arco plantare mediale e da un atteggiamento in valgismo del retropiede. Questo disturbo non riguarda solo il piede, ma coinvolge l’intera postura, potendo influenzare anche ginocchia e bacino. La conseguenza è un’alterazione dell’equilibrio corporeo che può comportare dolore, difficoltà nella deambulazione e, in alcuni casi, dismetria degli arti inferiori. Cerchiamo di capire insieme al Dott. Carlo Perisano quali sono le cause di questa condizione, i sintomi per riconoscerla e i trattamenti disponibili.
Cause del piede piatto nell’adulto
Le cause possono essere diverse e vengono distinte in principali categorie:
- Congenito: presente fin dall’infanzia e non corretto adeguatamente.
- Acquisito: dovuto a un progressivo indebolimento del tendine tibiale posteriore.
- Post-traumatico: conseguente a fratture o lesioni che alterano la struttura del piede.
- Infiammatorio: legato a patologie reumatiche o degenerative che interessano articolazioni e tessuti molli.
Quali sono i sintomi più comuni?
Il piede piatto dell’adulto può manifestarsi con intensità variabile. I sintomi più frequenti sono:
- dolore lungo il decorso del tendine tibiale posteriore, medialmente alla caviglia;
- dolore nella regione del seno del tarso e sulla pianta del piede;
- difficoltà a camminare o a stare in piedi a lungo;
- peggioramento del dolore durante l’attività fisica.
Diagnosi del piede piatto
La diagnosi è prevalentemente clinica e parte da un’attenta valutazione della deambulazione e della forma del piede. L’ortopedico osserva:
- abbassamento della volta plantare;
- retropiede in atteggiamento valgo-pronato;
- eventuale abduzione dell’avampiede.
Per approfondire la valutazione possono essere richiesti esami strumentali:
- radiografie sotto carico, fondamentali per misurare gli angoli del piede e pianificare un eventuale intervento chirurgico;
- Risonanza magnetica, utile per studiare tendini e legamenti;
- TC, indicata in caso di sospette anomalie ossee o sinostosi.
Trattamenti disponibili
Il percorso terapeutico varia in base al grado di deformità e alla sintomatologia.
- Terapia conservativa: nelle forme lievi o iniziali si utilizzano plantari ortopedici o tutori, che aiutano a sostenere il piede e ridurre il dolore.
- Chirurgia: è l’unico trattamento definitivo nei casi sintomatici.
- Se il piede piatto è flessibile (ancora correggibile), si eseguono osteotomie correttive per ripristinare il corretto assetto.
- Se il piede piatto è rigido e artrosico, l’indicazione è l’artrodesi, cioè la fusione di una o più articolazioni, dopo aver riallineato il piede.
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Decorso post-operatorio
L’intervento si esegue in anestesia periferica e il ricovero dura in media due giorni. Dopo l’operazione, viene applicato un tutore di gamba per circa 30 giorni. La ripresa della mobilità è graduale e il ritorno al carico dipende dal tipo di intervento, variando da 30 a 60 giorni.


