Premio ITI al Dott. Ettore Amerio: la ricerca su come il fumo distrugge gli impianti dentali

La peri-implantite è un'infiammazione batterica che distrugge l'osso intorno agli impianti dentali.
Il Dott. Ettore Amerio, specialista in odontoiatria e parodontologia, ha ricevuto il prestigioso André Schroeder Research Prize dall'International Team for Implantology (ITI).
La sua ricerca dimostra come il fumo alteri la polarizzazione dei macrofagi, le cellule immunitarie responsabili della guarigione, svelando i meccanismi biologici che aumentano il rischio di fallimento implantare nei fumatori
Cos'è la peri-implantite e perché colpisce chi ha impianti dentali?
La peri-implantite è una patologia infiammatoria di origine batterica che colpisce i tessuti duri e molli circostanti un impianto dentale in funzione. A differenza dei denti naturali, gli impianti mancano del legamento parodontale, una struttura vascolarizzata che offre una barriera immunitaria diretta. Secondo la European Federation of Periodontology (EFP), questa condizione si manifesta con sanguinamento al sondaggio, suppurazione e una progressiva perdita di osso di supporto.
I batteri della placca si accumulano sulla superficie dell'impianto, innescando una risposta infiammatoria cronica. Se non trattata precocemente, l'infezione distrugge l'ancoraggio osseo, portando alla mobilità e alla successiva perdita dell'impianto stesso. I sintomi iniziali sono spesso silenti, rendendo i controlli radiografici periodici essenziali per la diagnosi.
Quali sono i sintomi principali della peri-implantite?
I pazienti affetti da questa patologia riferiscono spesso segni clinici precisi. Il segnale d'allarme più comune è il sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento o la masticazione. Nei casi più avanzati, si nota la fuoriuscita di pus (suppurazione) dal solco perimplantare, accompagnata da un sapore sgradevole in bocca e alitosi persistente.
Un altro sintomo caratteristico è l'arrossamento e il gonfiore della mucosa che circonda la corona protesica. A differenza dei denti naturali colpiti da parodontite, il dolore è spesso assente o molto lieve nelle prime fasi. La mobilità dell'impianto rappresenta lo stadio terminale della malattia, indicando che la distruzione ossea ha superato la soglia critica di stabilità.
In che modo il fumo danneggia la salute degli impianti dentali?
Il fumo di sigaretta altera profondamente l'ambiente orale a causa dell'azione combinata della nicotina, del monossido di carbonio e delle tossine citotossiche. La nicotina esercita un potente effetto vasocostrittore, riducendo il flusso sanguigno periferico nelle gengive. Questo fenomeno maschera il sanguinamento, che è il principale segno di allarme dell'infiammazione, portando a diagnosi tardive.
Inoltre, il calore della combustione provoca una micro-ischemia locale. Secondo i dati epidemiologici della American Academy of Periodontology, i fumatori mostrano tassi di riassorbimento osseo perimplantare significativamente più alti rispetto ai non fumatori. La ridotta concentrazione di ossigeno nei tessuti favorisce la proliferazione dei batteri anaerobi retti, i più aggressivi per l'osso.
Perché il fumo altera i macrofagi? La scoperta premiata del Dott. Ettore Amerio
Il fulcro della vulnerabilità dei fumatori risiede nel comportamento delle cellule immunitarie, specificamente dei macrofagi. La ricerca intitolata “Effects of Smoking on Macrophage Polarization in Peri-Implantitis Lesions”, parte del progetto di dottorato del Dott. Ettore Amerio e premiata con l'André Schroeder Research Prize dall'ITI, ha analizzato questo meccanismo biologico.
Cosa sono i macrofagi M1 e M2?
I macrofagi sono globuli bianchi che possono trasformarsi (polarizzarsi) in due forme principali a seconda delle necessità dell'organismo:
- Macrofagi M1: Hanno un ruolo pro-infiammatorio. Attaccano i batteri ma, se rimangono attivi troppo a lungo, distruggono i tessuti sani e l'osso alveolare.
- Macrofagi M2: Hanno una funzione anti-infiammatoria e rigenerativa. Favoriscono la guarigione dei tessuti e il mantenimento dell'osso intorno all'impianto.
L'effetto del fumo sulla polarizzazione
Lo studio scientifico ha dimostrato che il fumo altera l'equilibrio cellulare all'interno delle lesioni da peri-implantite. Nei pazienti fumatori si osserva una persistenza anomala dei macrofagi pro-infiammatori M1. Il fumo agisce come un blocco chimico che impedisce ai macrofagi di passare alla forma M2 rigenerativa.
Questo squilibrio molecolare mantiene il tissue circostante l'impianto in uno stato di infiammazione distruttiva costante. Le tossine del tabacco stimolano la produzione continua di citochine, accelerando la perdita dell'osso di supporto che sostiene l'impianto dentale.
Quali sono le probabilità di successo degli impianti nei fumatori?
I dati della letteratura internazionale confermano che il tabagismo influisce negativamente sulla sopravvivenza a lungo termine dei dispositivi protesici. Le revisioni sistematiche pubblicate sul Journal of Clinical Periodontology evidenziano come i forti fumatori presentino un rischio marcatamente più elevato di fallimento implantare precoce, legato alla mancata stabilità iniziale dell'impianto nell'osso.
Nel lungo periodo, la probabilità di sviluppare complicanze infiammatorie gravi rimane elevata nei soggetti esposti al fumo. Questo fenomeno è una conseguenza diretta della compromissione immunitaria indotta dalle tossine, che riducono le capacità di difesa dei tessuti perimplantari e accelerano i processi di riassorbimento osseo.
Come si cura la peri-implantite nei pazienti fumatori?
Il trattamento della perimplantite nei fumatori è complesso e richiede un approccio combinato. La terapia iniziale prevede la decontaminazione meccanica della superficie dell'impianto mediante strumenti non metallici (come curette in carbonio o teflon) e dispositivi a flusso d'aria (air-polishing) con polvere di glicina o eritritolo per rimuovere il biofilm batterico.
Nei casi in cui la perdita ossea sia profonda, si rende necessario l'intervento chirurgico. Questo può essere di tipo resettivo (per eliminare le tasche gengivali) o rigenerativo (utilizzando sostituti ossei e membrane). La letteratura scientifica dimostra tuttavia che le procedure di rigenerazione ossea guidata mostrano tassi di guarigione meno prevedibili nei fumatori, proprio a causa della ridotta attività dei macrofagi M2 e del ridotto apporto ematico locale.
Raccomandazioni pratiche: come prevenire la perdita dell'impianto?
Per salvaguardare la stabilità degli impianti dentali, i pazienti, specialmente se fumatori, devono seguire protocolli di prevenzione rigorosi ed efficaci.
- Smettere di fumare: L'interruzione del fumo per almeno 4 settimane prima dell'intervento e 8 settimane dopo riduce il rischio di complicanze precoci, ripristinando parzialmente la microcircolazione sanguigna.
- Igiene orale domiciliare: Utilizzare uno spazzolino elettrico associato a fili interdentali specifici per impianti (floss spessorati) e scovolini di diametro adeguato almeno 2 volte al giorno.
- Controlli professionali: Programmare sedute di igiene orale professionale e monitoraggio clinico ogni 3 o 6 mesi, per consentire la diagnosi precoce di eventuali segni di mucosite (l'infiammazione reversibile della sola gengiva).
- Uso di ausili antisettici: Effettuare sciacqui mirati con collutori a base di clorexidina, ma solo per i periodi brevi prescritti dal proprio odontoiatra per evitare la comparsa di pigmentazioni sui denti.
Fonti
- Amerio, E., et al. (2024). Effects of Smoking on Macrophage Polarization in Peri-Implantitis Lesions. Clinical Oral Implants Research / Pubblicazione ufficiale associata all'ITI André Schroeder Research Prize. [https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40371910/]
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- Heitz-Mayfield, L. J., & Salvi, G. E. (2018). Peri‐implantitis: challenges and future directions. Periodontology 2000, 76(1), 137-151. [https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/prd.12185]
- Schwarz, F., Derks, J., Monje, A., & Wang, H. L. (2018). Peri‐implantitis. Journal of Clinical Periodontology, 45, S246-S266. [https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jcpe.12954]

