Problemi di prostata: curarli con il laser

Autore: Dott. Marco Raber
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

 

I problemi alla prostata possono spesso spaventare il paziente che li accusa. Oggi però esistono tecniche chirurgiche innovative e meno invasive di quelle tradizionali, come il laser. Il Dott. Marco Raber, Specialista in Urologia a Milano spiega di cosa si tratta

 

Problemi di prostata: è possibile curarli con il laser?

I problemi prostatici legati a un’ipertrofia prostatica, ovvero i sintomi urinari legati a essa, possono sicuramente essere curati con il laser.
Il paziente che ha un’ostruzione cervico-uretrale da ipertrofia prostatica con relativi sintomi, dev’essere accuratamente studiato e deve tentare una terapia medica. Nel caso essa dovesse fallire e il paziente diventi candidabile ad un intervento chirurgico, può entrare in azione il laser.

Laser prostatico: i vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali

I vantaggi del laser nel trattamento dell’ipertrofia prostatica rispetto alle metodiche tradizionali sono evidenti. Questo perché sono fondamentalmente legati a una minore invasività, a una minore perdita di sangue, quindi a una minore incidenza di complicanze post-operatorie immediate e post-operatorie tardive.

Prostata: quanti tipi di laser esistono?

Esistono diversi tipi di laser per il trattamento dell’ipertrofia prostatica. Alcuni consentono una maggiore vaporizzazione, altri una maggiore enucleazione, ovvero l’asportazione fisica del tessuto.
Sull’effetto disostruttivo di questi vari tipi di laser non ci si può sbilanciare, nel senso che un laser non è migliore ad un altro. Esiste invece un operatore che sa usare bene un tipo di laser e quindi ottiene migliori risultati. Di conseguenza chi usa il laser verde ed è abituato ad usarlo otterrà buoni risultati, cioè gli stessi di un operatore che usa bene il laser ad Olmio o il laser al Tullio.

ThuLEP: addio alla prostata ingrossata

La ThuLEP è una metodica chirurgica endoscopica che si basa sulla tecnologia laser. Un laser al Tullio consente fondamentalmente due tipi di intervento: una vaporizzazione e un’enucleazione del tessuto prostatico. L’effetto disostruttivo è ottimo, con degli effetti collaterali e complicanze molto limitate, ovvero una minore cateterizzazione post-operatoria, quindi una minore ospedalizzazione, e fondamentalmente un rapido recupero della vita lavorativa e relazionale.

Dott. Marco Raber
Urologia

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