Prolasso rettale: cause e trattamenti

Autore: Prof. Agostino Racalbuto
Pubblicato:
Editor: Cristina Quaranta

Il prolasso rettale consiste nello scivolamento del tratto intestinale del grosso intestino fino a fuoriuscire dall’ano. Il Prof. Agostino Racalbuto, esperto in Colonproctologia a Catania, ci parla dei possibili trattamenti

Cos’è il prolasso rettale?

Il prolasso del retto consiste nello scivolamento del tratto terminale del grosso intestino e cioè il retto verso il basso fino a sporgere nei casi più estremi fuori dall’ano anche per un lungo tratto. Secondo le linee guida del 3° Word Congress of Coloproctology And Pelvic Disease (Roma 2009), è possibile distinguere i prolassi rettali in prolasso rettale (comprendente) e prolasso rettoanale.

 

Prolasso rettale propriamente detto comprendente

  • Il prolasso rettale esterno che a sua volta può essere a tutto spessore (il che vuol dire che tutto il retto fuoriesce dall’ano, è la forma più severa) oppure solo mucoso è cioè solo il rivestimento interno per l'appunto detta mucosa rettale è quella che scivola oltre l’ano;
  • Il prolasso rettale occulto o interno anche questo a tutto spessore (detto anche intussuscezione o invaginazione rettale) o solo mucoso, nel quale lo scivolamento rimane all’interno e può solo arrivare solo ad affiorare al canale anale. Meno grave della forma precedente è però di gran lunga più frequente e può essere responsabile di disturbi anche severi per i pazienti.

Prolasso rettoanale

  • Emorroidario
  • Mucoso anale
  • Anoderma
  • Rettale interno mucoso o a tutto spessore

Perché ho il prolasso rettale?

Le cause di un prolasso del retto possono essere due:

  • Eccessiva mobilità del retto;
  • Indebolimento del pavimento pelvico e delle strutture che lo oltrepassano.

La debolezza del pavimento pelvico può essere dovuta ad una neuropatia e/o ad una progressiva degenerazione delle componenti elastiche e fibrose e dei tessuti legate al progredire dell’età e probabilmente favorite da stretching ripetuti dei muscoli e dei nervi pelvici legati ai parti o aumentate in una sorta di circolo vizioso in caso di stipsi ostinata e severa con eccessivi e ripetuti sforzi alla defecazione.

La anomala mobilità del retto può essere dovuta a particolari situazioni anatomiche come ad una eccessiva profondità dello sfondato di Douglas con un sigma ed un retto ridondanti. La combinazione della debolezza del pavimento pelvico e della esagerata mobilità del retto possono portare al prolasso rettale nelle sue varie forme sopra descritte attraverso un meccanismo di scivolamento o di intussuscezione o di entrambi.

Sono le donne le più colpite?

Il prolasso rettale interno, di semplice mucosa o completo con intussuscezione, frequente soprattutto fra la popolazione femminile, lo troviamo come causa determinante della sindrome da defecazione ostruita, dove i pazienti lamentano una sorta di tappo che impedisce loro di espellere le feci, senso di peso perineale, sensazione di incompleto svuotamento al termine degli sforzi defecatori, necessità di clisteri e 

lassativi, manovre manuali per liberare il retto. Altro capitolo è quello dei prolassi esterni propriamente detti, patologia molto più rara, anche questi mucosi o completi, che riconoscono le stesse cause di tutti i prolassi rettali ma che si esprimono con sintomatologie precipue. I sintomi possono essere eclatanti: il retto prolassato si manifesta discendendo per un tratto più o meno lungo all’esterno dell’ano per poi ridursi spontaneamente o manualmente.

Nei casi più gravi la discesa del retto si verifica in posizione eretta prolungata o durante il cammino. La mucosa rettale permanentemente all’esterno produce muco e sangue e più del 50% dei pazienti è incontinente. Nel concetto di unicità dei prolassi come abbiamo già accennato rientra anche l’anoderma con il relativo pacchetto emorroidario (prolasso mucoso emorroidario). Questa è notoriamente la patologia di gran lunga più frequente della famiglia prolassi e incide in larga percentuale in tutta la popolazione, sia maschile che femminile con i classici sintomi quali rettorragia, prolasso e trombosi emorroidarie.   

Quali sono i trattamenti maggiormente utilizzati?

Per quanto riguarda la patologia emorroidaria, di gran lunga la forma più frequente legata ai prolassi, il trattamento radicale trova la sua indicazione quando il paziente non riesce a prevenire o non è più capace di gestire la sintomatologia, sia essa costituita da rettorragia e/o prolasso e/o frequenti trombosi dolorose dei plessi, con un adeguato stile vita regolarizzando l’alvo soprattutto attraverso una alimentazione ricca di fibre. Alla luce di quanto considerato (teoria unitaria dei tutti i prolassi del retto) il trattamento radicale più razionale della patologia emorroidaria non è più, secondo noi, la semplice exeresi dei pacchetti emorroidari prolassati ma anche la correzione del prolasso rettale che nella gran parte dei casi accompagna quello emorroidario, assicurando così una maggior completezza all’intervento e una riduzione delle recidive. La correzione del prolasso rettale si ottiene oggi attraverso la tecnica definita STARR (Resezione Rettale Trans-anale con Stapler). La STARR viene utilizzata anche nel trattamento delle sindromi da defecazione ostruita (stitichezza grave) dovuta ad prolasso rettale interno e/ o a una intussuscezione retto-rettale o retto anale. Infine, per quanto riguarda il trattamento dei prolassi rettali esterni, questo consta di numerosissime tecniche, a testimonianza del fatto che le recidive sono la costante di questa patologia e non esiste un trattamento sicuro e risolutivo.

Prof. Agostino Racalbuto
Colonproctologia

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