Protesi al ginocchio: quando è necessaria?

Autore: Dott. Letterio Antonio Ciriaco
Pubblicato: | Aggiornato: 18/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Negli ultimi anni, grazie ai miglioramenti dei materiali e delle tecniche chirurgiche, il numero di impianti di protesi di ginocchio è aumentato esponenzialmente. Ne parla il Dott. Ciriaco Letterio Antonio, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Messina.

Protesi di ginocchio

Quando la funzionalità del ginocchio è compromessa a causa di un trauma, dell’età, o dalla cartilagine corrosa, non resta altra soluzione che la protesi. In particolare, quando si verifica un processo di artrosi, ossia la progressiva distruzione della cartilagine presente nelle ginocchia, l’osso sub-condrale rimane scoperto provocando dolore intenso e problemi motori non indifferenti. La protesi potrà essere totale, quindi sostituendo tutti i comparti del ginocchio o parziale nel caso si debbano sostituire solo alcune porzioni dell’articolazione.

In quali casi è necessario l’intervento?

Installare un elemento artificiale è un processo delicato che va eseguito solo in casi selezionati ove tutti gli altri trattamenti abbiano fallito ed è volto a riportare la vita del paziente ad una condizione il più simile possibile a quella pre-malattia. I pazienti operati tornano gradualmente a una vita attiva e sono permesse anche attività fisiche e sportive non troppo gravose.

Come avviene l’intervento?

Il giorno precedente all’intervento il paziente sarà ospedalizzato per eseguire gli esami clinici necessari e decidere quale tipologia di anestesia impiegare. La più frequentemente utilizzata è quella peridurale. La durata dell’operazione non supera generalmente i novanta minuti. L’intervento avviene con fascia ischemica e quindi questo permette di ridurre le perdite ematiche. Il grande vantaggio di questa tecnica risulta quindi la mini-invasività con conseguente perdita di sangue minore e recupero post-operatorio più rapido. Sempre più spesso viene inoltre impiegato un sistema di misurazione computerizzato per ridurre gli errori ed aumentare la precisione del montaggio.

Esistono rischi?

La chirurgia per l’impianto di protesi ha fatto passi da gigante negli anni ed è sempre meno invasiva. Nonostante siano ridotti, esistono rischi in cui si può incorrere a seguito dell’operazione. Uno di questi, che riguarda comunque meno del 1% dei casi è costituito da un’infezione. Nella fase successiva all’intervento si potrebbe inoltre presentare, in rari casi, una trombosi venosa. Al fine di prevenirla si prescrive una terapia a base di anticoagulanti e l’impiego di calze elastiche.

In cosa consiste il recupero post-operatorio?

Dopo la chirurgia il paziente dovrà rimanere a riposo, nelle 24 ore successive si rimuovono i drenaggi e suture dopo sarà già possibile alzarsi dal letto e fare qualche passo con delle stampelle. Il ricovero dura all’incirca due settimane durante le quali si inizia anche la fisioterapia con lo specialista per tornare alla completa mobilità. Il programma di riabilitazione dovrà essere portato avanti ed intensificato anche una volta dimessi dall’ospedale così da ricostruire il tono muscolare perduto durante la malattia. Si stima che il ritorno alle attività quotidiane leggere possa avvenire entro un mese, mentre per le attività più intense si dovrà attendere tra i tre ed i sei mesi.

Dott. Letterio Antonio Ciriaco
Ortopedia e Traumatologia

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