Protesi di ginocchio: cosa c’è da sapere?
Negli ultimi anni, la procedura chirurgica protesica del ginocchio si è evoluta significativamente raggiungendo risultati sempre più soddisfacenti sia per il chirurgo che per il paziente. Le tecniche assumono sempre più il carattere di mini invasività e di maggiore sicurezza. Ne parla il Dott. Francesco Pezzillo, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma
Cosa vuol dire chirurgia protesica di ginocchio?
Effettuare un’operazione di impianto protesi di ginocchio significa sostituire le seguenti parti dell’articolazione:
- Condili femorali
- Condili tibiali
- Superficie posteriore della rotula
Le tipologie di intervento di sostituzione protesica di ginocchio sono tre:
- Protesi totale: si interviene sulle articolazioni di femore, tibia ed eventualmente rotula;
- Protesi monocompartimentale (laterale o mediale): l’artrosi riguarda solo la parte interna o esterna del ginocchio;
- Riprotesizzazione o revisione: rappresenta la sostituzione di un dispositivo impiantato precedentemente.
Com’è fatta una protesi di ginocchio?
La protesi di ginocchio è formata da componenti in metallo che hanno la funzione di sostituire interamente e funzionalmente la componente femorale e quella tibiale dell’articolazione fisiologica.
Il modello, la taglia e la tipologia di fissazione della protesi dipendono da alcuni fattori principali:
- Qualità dell’osso
- Morfologia femorale e tibiale
- Età del paziente
Quali sono le patologie che possono richiede un’artroprotesi totale di ginocchio?
Le principali condizioni patologiche che normalmente richiedono una procedura di impianto totale includono:
- Artrite reumatoide
- Artropatia autoimmuni
- Artrosi primaria e secondaria post-traumatica
- Osteonecrosi dei condili femorali e tibiali
- Artrite reumatoide giovanile
- Artrosi post-traumatiche
- Tumori ossei primitivi
- Tubercolosi ossea
- Osteomielite
Indicazioni all’intervento di protesi di ginocchio
In genere, la protesi di ginocchio trova indicazione quando il dolore intenso diventa insopportabile ed incessante a causa dell’assenza di cartilagine e quando le terapie non rispondono adeguatamente.
È quindi necessario che il dolore possa giustificare la possibilità di intervento. Prima di procedere, è però opportuno prestare maggiore attenzione alle modalità conservative:
- Cambiamento di attività
- Riduzione del peso corporeo
- Farmaci anti-infiammatori non steroidei
- Uso di ausili come bastoni
- Infiltrazioni


