Protesi totale di ginocchio: riabilitazione e terapia fisica

Autore: Dott. Alessandro Bistolfi
Pubblicato:
Editor: Giulia Boccoli

La protesi è la soluzione migliore per chi soffre di artrosi al ginocchio e non ha ottenuto risultati soddisfacenti con altre terapie. Il Dott. Alessandro Bistolfi, esperto in Ortopedia a Torino, descrive le possibilità terapeutiche della fase di riabilitazione post-intervento

Cos’è l’artrosi al ginocchio e come si può curare?

L’artrosi al ginocchio è una delle più comuni patologie ad alto impatto sociale poiché riduce la mobilità dell’articolazione, provoca dolore ed impedisce la normale vita quotidiana dei soggetti colpiti. Nelle fasi iniziali può essere trattata con cicli di infiltrazioni con diversi prodotto, fra i quali le cellule staminali rappresentano ad oggi la migliore possibilità di rigenerazione cartilaginea e rallentamento del decorso della malattia. 
Quando il dolore e la disabilità acquisita non possono essere più sopportati, l’unica soluzione definitiva è l’intervento di protesi totale al ginocchio (Total Knee Arthroplasty, TKA), che permette un eccellente recupero post operatorio ed un completo ritorno alle normali attività, con dolore molto ridotto o talvolta assente. 
L’aspettativa dei pazienti riguardo al tempo di recupero è sempre più alta, tuttavia l’operazione di protesi totale al ginocchio prevede una riabilitazione piuttosto lunga, perché può causare un intenso dolore post-operatorio, debolezza muscolare e, in generale, ridotta mobilità articolare e muscolare. Per facilitare il recupero postoperatorio, sono necessarie sessioni di riabilitazione e fisioterapia: queste procedure, ad oggi, non hanno specifici protocolli standard, per questo motivo esistono controversie nel mondo scientifico riguardo alla scelta e all’efficacia dei diversi tipi di trattamenti.

Riabilitazione e Terapia Fisica: le tecniche attualmente disponibili per il trattamento post-operatorio dopo protesi totale del ginocchio. 

  • Stimolazione Elettrica Muscolare (Neuro Muscular Electrical Stimulation, NMES)

La Stimolazione Elettrica Muscolare consiste nell’applicazione di una corrente elettrica nell’area della giuntura neuro-muscolare e in quella attorno alle fibre muscolari al fine di causare una contrazione muscolare. Questa applicazione transcutanea di corrente è in grado di incrementare la forza muscolare aumentando la massa muscolare, simulando l’effetto di un allenamento. La NMES può essere utilizzata prima e dopo l’intervento chirurgico e grazie ad essa si è visto un aumento della forza muscolare dei quadricipiti femorali del 28% ed un tempo di recupero ridotto. Alcuni test hanno dimostrato che tre settimane e mezzo dopo la chirurgia, i pazienti sottoposti a Stimolazione Elettrica Muscolare mostrano risultati eccellenti in termini di forza dei quadricipiti, così come nella flessibilità articolare del ginocchio.

  • Vibrazione Meccanica

La Vibrazione Meccanica, o Whole Body Vibration (WB), viene usata per migliorare la forza muscolare ed è indicata principalmente per pazienti con debolezza nelle estremità. Vari esami dimostrano che questa tecnica aumenta la forza dell’estensore del ginocchio, migliorando le prestazioni in posizione eretta e seduta.

  • Mobilizzazione Continua Passiva 

La Mobilizzazione Continua Passiva o Continuous Passive Motion (CPM) fornisce un movimento regolare al ginocchio attraverso l’uso di un dispositivo meccanico che muove l’articolazione su un arco di movimento prestabilito. È stato dimostrato che l’uso di questa terapia associata alla riabilitazione permette di raggiungere una flessione del ginocchio a 90 gradi più velocemente e, in generale, consente una maggiore flessione attiva del ginocchio già due settimane dopo l’intervento.

  • Idroterapia

L’utilizzo dell’idroterapia (ginnastica in acqua) per i sei mesi successivi all’intervento permette di ottenere un miglior recupero funzionale rispetto ai soggetti non sottoposti al trattamento. In particolare si registra una riduzione del dolore, della rigidità e dell’handicap funzionale. 

  • Crioterapia

La Crioterapia, cioè l’utilizzo del ghiaccio a scopo sedativo e anti-infiammatorio, si è dimostrata particolarmente utile nella riduzione del dolore, del gonfiore, della perdita di sangue, specialmente se coadiuvata dall’aggiunta di compressioni fredde. Per questo sono necessari appositi apparecchi. 

  • Fisioterapia standard

I pazienti sottoposti a fisioterapia standard, includendo gli esercizi per l’equilibrio con macchinari meccanici e gli esercizi muscolari, dimostrano buoni risultati in termini di potenza muscolare e recupero della mobilità articolare. Si raccomanda di iniziare la mobilizzazione del ginocchio quanto prima per evitare la rigidità dell’articolazione ed eventuali complicanze da riposo prolungato a letto quali trombosi venosa, edema polmonare e lesioni della cute, oltre ad evitare l’indolenzimento del ginocchio.

  • Fisioterapia pre-operatoria.

È stata dimostrata l’efficacia della riabilitazione pre-intervento: aumentare la forza della gamba da trattare fornisce una maggiore simmetria muscolare tra le due gambe a seguito dell’operazione e un recupero più rapido. 

 

Dott. Alessandro Bistolfi
Ortopedia e Traumatologia

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