PRP: è possibile curare le ulcere?

Autore: Dott. Massimo Chiaretti
Pubblicato: | Aggiornato: 16/11/2017
Editor: Top Doctors®

Il plasma ricco di piastrine (PRP) è stato recentemente sperimentato per il trattamento delle piaghe torpide della pianta del piede e malleolari nei pazienti diabetici e/o vasculopatici. Il Dott. Massimo Chiaretti, esperto in Chirurgia Generale a Roma, ci spiega quali sono stati i risultati

 

 

1) Perché le piaghe sui piedi dei pazienti diabetici e vasculopatici sono così difficili da trattare?

Queste piaghe normalmente richiedono lunghi periodi di medicazioni ambulatoriali complesse. È necessario un approccio multidisciplinare: chirurgico, immunotrasfusionista, infettivologico, dermatologico, ortopedico, diabetologico e cardiologico, gli specialisti devono collaborare per ottenere l’approccio migliore, personalizzato in ogni singolo caso.

 

2) Che cos’è il PRP?

Il Plasma Ricco in Piastrine (PRP) è un nuovo approccio terapeutico utilizzato dal Dott. Chiaretti dal 2007, ma anche in altri campi della Medicina, per la rigenerazione tissutale. Il PRP, infatti, è preparato per separazione dal sangue del paziente stesso. È utile perché contiene numerosi fattori di crescita che stimolano la crescita del tessuto e, quindi, la guarigione delle piaghe e la rigenerazione ossea, cartilaginea e anche dei tessuti gengivali e dentari. Il Dott. Chiaretti lo utilizza nel trattamento ambulatoriale delle piaghe torpide e nelle ulcerazioni diabetiche della pianta del piede, del malleolo, delle dita e dei glutei nel paziente diabetico e nelle ulcerazioni nei pazienti vasculopatici.

Una caratteristica importante del PRP è che è autologo, cioè preparato dal sangue paziente stesso: ogni rischio relativo a reazioni immunogenetiche o di trasmissione di malattie infettive è eliminato. Ci sono, però, casi particolari in cui il paziente non può utilizzare il gel autologo: in queste circostanze si può utilizzare anche quello eterologo.

Il PRP viene preparato in laboratorio immunotrasfusionale, a seguito di predeposito, fase durante la quale il PRP viene separato per centrifugazione e frazionato in 4-6 unità che vengono congelate ed utilizzate in saletta operatoria per garantire la sterilità. Il campione di sangue viene prelevato con sacca contenete anticoagulante, che viene sottoposta ad un primo ciclo di centrifugazione separeranno i globuli rossi, i globuli bianchi e i fattori della coagulazione. Con una successiva centrifugazione dal plasma si concentrano le piastrine (PRP).

 

3) Come si applica il PRP sulle piaghe?

La metodica prevede disinfezione estesa, debridement (la rimozione del tessuto necrotico esternamente alla piaga) e curettage (abrasione dei tessuti ischemici o danneggiati nella piaga), eventualmente operazioni che possono essere precedute da anestesia tronculare oppure locale. A volte non serve procedere all’anestesia: tanto sono danneggiati i nervi dalla malattia diabetica che il paziente ha perduto la percezione termo-tattile-dolorifica. Infine, si può inoculare insulina pronta nel cratere dell’ulcera e quindi si applica il PRP, attivato su un supporto di acido ialuronico per ottenere un coagulo morbido, elastico e gelatinoso che non si disperde. I fattori di crescita contenuti nel coagulo applicato nella piaga stimolano i fibroblasti ad aumentare di numero. I fibroblasti depositano matrice connettivale nella piaga. Nel caso il paziente sia affetto da ulcere infette, o nel caso di osteomielite, prima dell’applicazione del PRP è indispensabile eseguire la bonifica e sterilizzazione della piaga stessa mediante terapia antibiotica mirata e per via parenterale sotto controllo dello specialista infettivologo, metabolico sotto controllo dello specialista endocrinologo, delle funzioni renale ed epatica.

Al momento dell’applicazione, il PRP è combinato con soluzione salina sterile con cloruro di calcio, che attiva la coagulazione del plasma insieme alla trombina (un attivatore che permette il rilascio di fattori di crescita e citochine).

Il PRP riduce i tempi di guarigione a 6-8 settimane, velocizza l’esecuzione della medicazione e abbatte la spesa sanitaria.

 

 

1) PRP nel trattamento del piede diabetico e dell’osteomielite fistolizzata. Revisione della letteratura e nostra esperienza. pp 113-124 ISSN 0391-3619 © Editrice Salus Internazionale srl MEDICINA ESTETICA E183813 - issn: 0391-3619 (attiva dal 1977)

2) Il gel piastrinico nel trattamento del “piede diabetico”: esperienza preliminare, Chiaretti M., Ferrazza G., Fracassi R., Negro A., Tuscano D.,relazione al Congresso Nazionale Società Italiana Medicina Estetica del Maggio 2007, abstract book 2007;31(1):259-260; ISSN:0391-3619

3) Relazione 7° Corso Nazionale di aggiornamento in Emaferesi 8, 9 Aprile 2002 Cortona (AR)

 

 

Editor Karin Mosca

Dott. Massimo Chiaretti
Chirurgia generale

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