PRP: l'utilizzo del plasma ricco di piastrine in ortopedia

Autore: Prof. Valerio Sansone
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Editor: Karin Mosca

Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una tecnica di Medicina Rigenerativa che impiega il plasma sanguigno del paziente per stimolare la crescita cellulare. In Ortopedia, le piastrine vengono utilizzate per ridurre l’infiammazione di un tessuto, produrre collagene, aumentare il numero di cellule nelle ossa e nei tendini e favorire i processi di guarigione dei tessuti muscolo-scheletrici. Il Prof. Valerio Sansone, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Milano, ci dà più informazioni su questa terapia

Come ottenere il PRP?

Il procedimento per ottenere il PRP è molto semplice e veloce. Al paziente viene eseguito un normale prelievo di sangue venoso, che viene successivamente posto in una macchina per essere centrifugato. La centrifuga fa sì che le diverse sostanze che compongono il sangue si separino. A questo punto, la parte ricca di piastrine viene prelevata con una siringa sterile.

Questo processo avviene in 30 minuti circa e il sistema a circuito chiuso garantisce che il sangue non venga contaminato da agenti esterni.

Quali sono i possibili impieghi del PRP in Ortopedia?

Il PRP ha iniziato ad essere utilizzato in Ortopedia per favorire la saldatura di fratture difficili e di ferite che stentavano a guarire. Ora, il plasma ricco di piastrine viene utilizzato anche in ambulatorio per la cura di tendinopatie e artropatie.

Le tendinopatie sono quelle patologie che colpiscono i tendini. Il tendine inizia a far male e il paziente perde la mobilità e la funzionalità della zona colpita. Alcuni esempi sono il “gomito del tennista” e il dolore al tendine d’Achille. Il PRP, non solo aiuta ad eliminare il dolore, ma rigenera il tessuto tendineo migliorandone la resistenza.

Le artropatie sono le patologie che colpiscono le articolazioni. Il trattamento con PRP si è rivelato particolarmente efficace per il trattamento dell’artrosi del ginocchio. Il paziente prova dolore quando cammina ed è limitato nei movimenti. Il PRP, anche in questo caso, può ridurre l’infiammazione e il dolore e, nei pazienti più giovani, aiutare a migliorare le condizioni della cartilagine articolare.

Il trattamento con PRP

Per iniziare la procedura è necessario aver fatto un esame del sangue recente, per essere certi che il paziente non sia anemico o non abbia un numero di piastrine troppo basso.

La prima parte del trattamento consiste nel prelievo del sangue, che viene passato nella macchina centrifuga per separare i globuli rossi e ottenere il plasma ricco di piastrine Per eseguire il prelievo non bisogna essere a digiuno, né interrompere eventuali terapie in corso.

La seconda fase, invece, consiste nell’iniezione del concentrato nella zona da trattare.

Il trattamento consiste in 3-4 sedute a una distanza variabile, a seconda del tipo di patologia. Per quelle tendinee, l’intervallo è di una settimana; per quelle articolari, di un mese. È consigliata la sospensione della pratica sportiva durante il periodo di trattamento.

Quali sono i vantaggi del PRP?

I vantaggi derivanti dall’utilizzo di PRP sono molteplici:

  • È un trattamento veloce: si possono eseguire prelievo e iniezione nella stessa seduta;
  • Il dolore causato dall’infiammazione è attenuato già dalla prima seduta;
  • È un trattamento praticamente indolore. Solo in rari casi si rende necessario l’uso di anestetici locali;
  • L’utilizzo del proprio sangue evita che si verifichino contaminazioni dovute all’impiego di sangue di altri donatori;
  • Il paziente non assume farmaci e quindi evita possibili effetti collaterali;
  • Chiunque può sottoporsi alle infiltrazioni di PRP;
  • Può ritardare anche di molti anni un intervento chirurgico.

Il PRP si è rivelato utile per la cura di molte patologie, anche in ambito ortopedico. È una tecnica mininvasiva molto apprezzata dai pazienti e che può aiutare a ritrovare la funzionalità del tendine o dell’articolazione danneggiata. 

 

Prof. Valerio Sansone
Ortopedia e Traumatologia

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