Puntura di zecca: cosa è necessario sapere!

Autore: Prof. Antonio Cascio
Pubblicato: | Aggiornato: 22/06/2018
Editor: Top Doctors®

La Febbre Bottonosa del Mediterraneo è la principale patologia trasmessa dalla zecca all’uomo.  In Italia si diffonde principalmente nelle aree del centro meridionale ed insulare. Ne parla il Prof. Antonio Cascio, esperto in Infettivologia a Palermo.

Cosa sono le zecche?

Le zecche sono artropodi che appartengono alla classe degli aracnidi. Esistono circa 900 diverse specie di zecche, la maggior parte delle quali appartiene a due principali famiglie, le Argasidae (zecche molli) e le Ixodidae (zecche dure).  Tutte sono in grado di trasmettere microorganismi patogeni per l’uomo.

I principali microorganismi trasmessi da zecche sono:

  • Batteri
  • Virus
  • Protozoi

La principale malattia trasmessa da zecche all’uomo nell’Italia centro meridionale ed insulare è una rickettsiosi: la Febbre Bottonosa del Mediterraneo.

In che periodo si presenta maggiormente la patologia?

La malattia si presenta nella maggior parte dei casi nel periodo fra giugno e settembre con un picco ad agosto, periodo in cui alla nostra latitudine sono maggiormente attive le larve e le ninfe di Rhipicephalus sanguineus (la comune zecca del cane).

Il ruolo della zecca non è solo quello di vettore, ma anche quello di principale serbatoio dell'infezione. Una volta infetta, la zecca non muore, e trasmette, addirittura per via transovarica, l'infezione alle progenie. Il principale ruolo del cane nella epidemiologia della malattia è quello di portare le zecche infette in prossimità della casa o all'interno degli appartamenti.

Cos’è la febbre bottonosa del Mediterraneo?

La febbre bottonosa del Mediterraneo è una malattia infettiva a decorso acuto e ad evoluzione generalmente benigna, specie in età pediatrica, causata da Rickettsia conorii (batterio) e trasmessa all'uomo dalla zecca del cane Rhipicephalus sanguineus.

Quali sono i sintomi?

La malattia è caratterizzata dalla triade sintomatologica: febbre, esantema papuloso infiltrato o nodulare (da qui il nome di febbre bottonosa) ad esordio agli arti inferiori e “tache noire" (l'escara necrotica che compare nella sede della puntura della zecca).

Dopo un periodo di incubazione di circa una settimana insorgono:

  • Febbre alta
  • Malessere generale
  • Artromialgie (prevalentemente agli arti inferiori)
  • Cefalea
  • Iperemia congiuntivale
  • Fotofobia

Gli elementi esantematici possono talvolta acquisire aspetto emorragico e in genere nell’arco di una settimana regrediscono. In circa il 70% dei casi è possibile evidenziare nella sede della puntura la “tache noire”. Epatomegalia (aumento di volume del fegato), clinicamente rilevabile e splenomegalia (aumento del volume della milza), si riscontrano rispettivamente nel 50% e nel 35% circa dei casi.

Nell’adulto e specialmente nell'anziano, la malattia si manifesta spesso con un quadro clinico di seria compromissione dello stato generale con i seguenti sintomi:

  • Profonda astenia;
  • Intensa cefalea;
  • Febbre elevata;
  • Artromialgie importanti;
  • Complicanze a carico di tutti gli organi (encefalite, gastrite emorragica, trombosi renale, embolia polmonare, scompenso metabolico, miocardite, anemia e piastrinopenia e coagulazione intravasale disseminata).

Le complicanze sono molto più frequenti se il paziente ha già qualche malattia di base specialmente insufficienza renale o cardiaca, se soffre di emoglobinopatie o coagulopatie o ha una compromissione del microcircolo come avviene nel soggetto diabetico.

È letale in circa il 3% dei casi.

Cosa prevede la terapia?

omol'i trasmesse da zecchei malattie Infettive del'to e sucesivamente Prof Ordinario di Malattie Infettive presso l'di ricerca Nella terapia del paziente adulto o in età pediatrica vengono adoperati antibiotici con attività antibatterica. I farmaci vengono in genere somministrati fino a 2 -3 giorni dopo la defervescenza (diminuzione o cessazione della febbre).

Com'è possibile prevenire una morso di zecca?

Al fine di prevenire il contatto con le zecche è consigliato:

  • Indossare vestiti chiari (rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi;
  • Evitare di imbattersi in terreni in cui l’erba è alta;
  • Al termine della gita, osservare attentamente la cute e gli indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti;
  • Trattare gli animali domestici (cani) con sostanze acaro repellenti prima dell’escursione;
  • Spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni.

Quali sono i consigli in caso di morso di zecca?

  • Disinfettare la cute e cercare di rimuovere la zecca con una pinzetta a punte sottili: evitare movimenti bruschi e estrarla lentamente con un movimento rotatorio; una volta rimossa, disinfettare di nuovo la zona della puntura;
  • Non schiacciare mai il corpo della zecca perché ciò aumenta la possibilità di trasmissione di infezioni;
  • Non toccare in nessun caso la zecca a mani nude ma proteggersi sempre con dei guanti;
  • Non utilizzare mai alcol, benzina, ammoniaca, acetone, olio, grassi, fiammiferi, o oggetti roventi per rimuovere la zecca, che può rilasciare il materiale infetto a cause della sofferenza subita;
  • Controllare sempre la presenza di residui anche dopo l’estrazione;
  • Recarsi dal medico qualora nella zona della puntura dovessero comparire alterazioni della cute o se a distanza di settimane dovessero insorgere febbre, dolori articolari, cefalea e macchie sulla pelle.

Prof. Antonio Cascio
Malattie infettive

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