Quali sono le patologie endocrine più comuni e qual è la terapia più adatta?

Autore: Prof. Renzo Cordera
Pubblicato:
Editor: Gloria Conalbi

Le patologie endocrine interessano le ghiandole endocrine e possono manifestarsi in differenti parti del corpo con svariati sintomi di diversa intensità. Il Prof. Renzo Cordera, esperto in Endocrinologia a Genova, ci illustra le più comuni

Si può guarire dalle patologie endocrine?

Le più frequenti malattie endocrino-metaboliche possono essere classificate come “croniche”. La cronicità è rappresentata dalla loro “inguaribilità”. Questo concetto non preclude la possibilità di essere “curate”: in sintesi le malattie croniche sono inguaribili ma curabili. Questa caratteristica ne rende complicata la terapia a partire dalla definizione degli obiettivi terapeutici, che identificano l’intensità di cura più vantaggiosa per il singolo Paziente.

La definizione degli obiettivi dovrà tener conto del complesso rapporto costi (non solo economici) / benefici. Per questo motivo ogni singolo Paziente potrà e dovrà essere curato con strategie farmaci e obiettivi specifici.

Alcuni esempi di patologie endocrine:

Passando a esempi pratici e frequenti di questa affermazione prendiamo il caso di uno stato di ipotiroidismo subclinico: l’obiettivo della scelta clinica di iniziare una terapia sostitutiva con L-tiroxina dipenderà dalla età del Paziente, le sue condizioni generali, la presenza di autoimmunità, il valore di TSH. E’ evidente che il solo valore riscontrato non potrà essere sufficiente per prendere una decisione terapeutica con il risultato che a parità di TSH alcuni Pazienti saranno trattati ed altri no.

Di fronte a un Paziente con importante obesità, l’identificazione di un obiettivo terapeutico astratto, con un BMI inferiore a 25, produrrà senza dubbio frustrazione, depressione, sensi di colpa e nel medio periodo un “aumento” di peso. Questa situazione è ben nota ai Pazienti con obesità che hanno affrontato “diete” quantomeno fantasiose.

Infine il diabete tipo 2, prototipo della complessità della cura a partire dalla identificazione di obiettivi terapeutici solidi.

Il diabete tipo 2 è una malattia complessa, multi fattoriale, diffusa e nel suo complesso molto costosa. Tra i suoi obiettivi terapeutici occorre almeno identificarne i seguenti: in acuto ridurre la glicemia a valori che garantiscano assenza di poliuria, polidipsia e infezioni micotiche genitourinarie; in cronico identificare un controllo glicemico che garantisca buona qualità di vita e ridotto rischio di complicanze micro-angiopatiche  (retinopatia, nefropatia e neuropatia) senza dimenticare la necessità impellente di prevenzione di complicanze macro-vascolari legate ad una dislipidemia aterogena, infiammazione, ipertensione e stato pro-coagulativo.

E allora diventa comprensibile la complessità di questa patologia che coinvolge numerose vie metaboliche, di cui il Paziente deve essere consapevole per ottenere un risultato clinico. I tre quadri clinici sopracitati rappresentano oltre il 95% della patologia endocrino metabolica.

Come affrontare queste patologie?

Per affrontare con successo queste malattie occorre creare una alleanza Paziente-Medico in grado di condividere i vari obiettivi e ostacoli che nel medio lungo termine si incontreranno. Non si può dimenticare la necessità di coinvolgimento di altre figure professionali (specialisti medici, podologi, optometristi, psicologi, nutrizionisti), che dovranno essere coinvolte e coordinate dal medico endocrinologo curante, in funzione di case manager).

Prof. Renzo Cordera
Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo

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