Quando è indicata l’artrodesi in Ortopedia?

Autore: Prof. Marco Massobrio
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Editor: Giulia Boccoli

L’artrodesi è una procedura chirurgica che solitamente si utilizzata per trattare pazienti con gravi problemi alle articolazioni. Il Prof. Marco Massobrio, esperto in Ortopedia a Roma, descrive nel dettaglio le diverse procedure con cui si può effettuare di questo intervento

Che cos’è l’artrodesi?

L’artrodesi (anche definita anchilosi chirurgica o fusione articolare) è una tecnica chirurgica basata sulla trasformazione di un’articolazione, da mobile a statica, del corpo umano. L’anchilosi chirurgica può essere di tre tipi: extra-articolare, para-articolare e intra-articolare.
Normalmente gli interventi di artrodesi riguardano le articolazioni di caviglia, ginocchio e polso, ma possono interessare anche le articolazioni delle mani, dei piedi e della colonna vertebrale. Si utilizza questa tecnica quando i trattamenti contro il dolore, causato da un grave problema articolare, risultano del tutto inefficaci o non realizzabili a causa di precedenti infezioni o di altre patologie. La fusione si ottiene mediante la preparazione delle superfici articolari, la correzione della deformità, l’applicazione di sintesi metalliche interne (viti, placche, chiodi) o esterne (Fissatore Esterno temporaneo), l’eventuale trapianto di tessuto osseo.

Su quali aree del corpo si può intervenire applicando la fusione articolare?

Distinguiamo le diverse tipologie di artrodesi in relazione all’area su cui intervenire:

  • Artrodesi di polso: è una tecnica chirurgica che permette di fondere le articolazioni della mano in modo artificiale. Si realizza coinvolgendo il radio e la prima filiera di ossa del carpo, oppure, dipendendo dal tipo di artrosi, la seconda fila di ossa carpali. Dato che l’intervento chirurgico determina la posizione definitiva della mano è opportuno utilizzare, nel caso di un Fissatore Esterno temporaneo, un sistema assiale al fine di avere un minore ingombro. In genere, la fase di recupero dall’intervento chirurgico dura dai 3 ai 4 mesi;
  • Artrodesi di ginocchio: è un tipo di intervento che permette la trasformazione della articolazione da mobile a rigida in estensione, consentendo all’arto un appoggio stabile e la deambulazione. La fusione articolare può essere realizzata escludendo la rotula (asportandola al fine di diminuire il volume del ginocchio), oppure utilizzata nella fusione per colmare i deficit ossei di femore e tibia. Per ottenere una fusione stabile del ginocchio sono necessari 4-6 mesi;
  • Artrodesi di caviglia: è una procedura chirurgica indicata per quei pazienti con un’articolazione della caviglia gravemente compromessa. L’articolazione della caviglia è formata dalla tibia, dal perone e dall’astragalo. La fusione articolare tibiotarsica rappresenta una tecnica chirurgica attraverso la quale è possibile recuperare la funzione di carico del piede, bloccato a circa 90’, con un buon ripristino della normale deambulazione.

Procedure per l’artrodesi della caviglia

È l’artrodesi più eseguita nell’ambito delle deformità delle ossa lunghe. Esistono diverse procedure: 

  • A cielo chiuso: in questa tecnica non sono previste resezioni chirurgiche. Un Fissatore Esterno consente la correzione dell’articolazione tibiotarsica in modo graduale;
  • Accesso anteriore: prevede un sistema di fissazione in seguito all’asportazione della superficie cartilaginea di astragalo e tibia, (chiodo retrogrado o fissatore esterno);
  • Accesso laterale: questa procedura è indicata nelle artrodesi che necessitano di una correzione assiale del retropiede o della tibiotarsica. È prevista la resezione del malleolo peroneale, successivamente viene utilizzato un fissatore esterno temporaneo o un chiodo retrogrado.

Quali altri tipi di artrodesi esistono?

Le modalità di intervento si distinguono in:

  • Artrodesi a “cielo aperto” (cioè aprendo l’articolazione): questa tecnica si basa sulla realizzazione di un’incisione di alcuni centimetri nella parte anatomica dell’articolazione interessata. Attraverso questa incisione il chirurgo potrà così raggiungere le parti articolari dolenti ed eseguire la fusione delle stesse, può essere eseguita in tutte le articolazioni.
  • Artrodesi artroscopica: questa tecnica viene realizzata mediante l’artroscopio e si basa sull’esecuzione di incisioni più piccole rispetto a quelle relative all’artrodesi a cielo aperto. Le incisioni permettono al medico di poter analizzare la parte interessata attraverso la telecamera dell’artroscopio e di inserire gli strumenti chirurgici necessari per poter eseguire l’intervento. Ha indicazioni più limitate.

Prof. Marco Massobrio
Ortopedia e Traumatologia

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