Radiochirurgia Stereotassica per curare gli Angiomi Cavernosi Cerebrali

Autore: Dott. Antonio Nicolato
Pubblicato: | Aggiornato: 22/11/2018
Editor: Marta Buonomano

La Radiochirurgia Stereotassica è diventata con il tempo una valida alternativa nel trattamento delle patologie neurologiche, sostituendo l’intervento chirurgico nel caso di ridotte lesioni cerebrali. Il Dott. Antonio Nicolato, esperto in Neurochirurgia a Verona, spiega i vantaggi di questa procedura per gli angiomi cavernosi cerebrali

Che cos’è la Radiochirurgia Stereotassica?

La Radiochirurgia Stereotassica (RCS) è una procedura utilizzata in Neurochirurgia per trattare lesioni cerebrali di dimensioni ridotte. Generalmente, la RCS trova indicazione per tutte quelle patologie (neoplastiche, vascolari e funzionali) che sono situate in regioni critiche non accessibili chirurgicamente. Un esempio di patologie vascolari trattabili con la RCS è rappresentato dagli Angiomi Cavernosi Cerebrali (AAC), delle malformazioni presenti fin dalla nascita ma che generalmente vengono diagnosticate tra i 20 e i 40 anni d’età.
Le prime terapie di Radiochirurgia Stereotassica sugli Angiomi Cavernosi Cerebrali risalgono alla fine degli anni ’80 e, secondo le stime risalenti alla fine del 2017, oltre 14.500 pazienti sono stati trattati con questa procedura (14.341 con Gamma Knife e 200 con altre tecnologie come il fascio di protoni).

Per quali pazienti è indicata?

La Radiochirurgia Stereotassica per il trattamento degli Angiomi Cavernosi Cerebrali è indicata nei seguenti casi:

  • Pregresso episodio emorragico accertato (clinico e/o neuroradiologico)
  • Localizzazioni encefaliche profonde o ad elevato rischio chirurgico (es. insula, sede capsulo-nucleare, tronco encefalico, ecc.)
  • Presenza di gravi comorbidità
  • Età avanzata del paziente
  • Gravità dei sintomi clinici
  • Rifiuto della chirurgia da parte del paziente o dei suoi familiari (se minore)

Quali sono i vantaggi?

A differenza delle Malformazioni Artero-Venose (MAV) dove la Radiochirurgia Stereotassica genera la proliferazione di fibroblasti (cellule del tessuto connettivo) e cellule muscolari lisce che ne causano un’occlusione completa, negli Angiomi Cavernosi Cerebrali invece tale metodica terapeutica induce la formazione di coaguli proteinacei endovasali che generano una parziale occlusione del lume vasale dell’angioma cavernoso. Grazie alla radiochirurgia è possibile ridurre non solo delle dimensioni dell’angioma cavernoso ma anche il rischio di nuovi episodi emorragici. In pratica, è possibile dimezzare le dimensioni dell’AAC e ridurre di sei volte il rischio emorragico.
Gli effetti collaterali permanenti a seguito della RCS sono estremamente limitati (oscillano tra lo 0,0% e lo 0,9%) e fino ad ora non è stato registrato alcun caso di mortalità.

Obiettivi futuri

In conclusione, la Radiochirurgia Stereotassica rappresenta un’alternativa sicura ed efficace per il trattamento conservativo degli Angiomi Cavernosi Cerebrali situati in sedi chirurgicamente inaccessibili e con un alto rischio di sanguinamento. In futuro, gli studi dovranno essere incentrati sulla possibilità di eseguire un secondo trattamento radiochirurgico nel caso in cui il primo sia risultato inefficace.

Dott. Antonio Nicolato
Neurochirurgia

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