Soluzioni Digitali

Radiografie dentali per il rilevamento precoce dell’osteoporosi: evidenze scientifiche, indici radiomorfometrici e supporto dell’intelligenza artificiale

L’osteoporosi è una patologia sistemica dello scheletro caratterizzata da una riduzione della densità minerale ossea (BMD) e da alterazioni della microarchitettura ossea, con conseguente aumento del rischio di fratture. La metodica di riferimento per la diagnosi è la densitometria ossea a raggi X a doppia energia (DXA), tuttavia il suo utilizzo come strumento di screening è limitato da costi, accessibilità e indicazioni cliniche restrittive.

Negli ultimi decenni, numerose evidenze scientifiche hanno dimostrato come le radiografie dentali, largamente utilizzate nella pratica clinica odontoiatrica, possano fornire informazioni indirette sullo stato sistemico dell’osso e contribuire a una diagnosi precoce dell’osteoporosi.

Perché la mandibola è un indicatore utile dell’osteoporosi

La mandibola rappresenta un sito osseo particolarmente interessante, in quanto soggetto a continuo rimodellamento e facilmente osservabile attraverso radiografie panoramiche (ortopantomografie, OPG) e periapicali.

Studi istomorfometrici e radiografici hanno dimostrato che le modificazioni della corticale mandibolare e del pattern trabecolare sono correlate alla perdita di BMD sistemica, specialmente nelle donne in post-menopausa.

Indici radiomorfometrici mandibolari nell'ambito delle radiografie dentali

Nel corso degli anni sono stati proposti diversi indici quantitativi e qualitativi per valutare la mandibola sulle radiografie panoramiche.

Principali indici radiomorfometrici utilizzati nelle radiografie panoramiche:

  • Mandibular Cortical Width (MCW): spessore della corticale mandibolare a livello del forame mentoniero. La riduzione è associata a bassa BMD
  • Mandibular Cortical Index (MCI): aspetto morfologico della corticale mandibolare, valutato qualitativamente (C1–C3). I valori C2–C3 sono associati a osteopenia/osteoporosi
  • Panoramic Mandibular Index (PMI): rapporto tra spessore corticale e distanza dal margine inferiore mandibolare. Valori ridotti indicano perdita ossea
  • Klemetti Index: classificazione della porosità corticale mediante valutazione visiva, utile per lo screening del rischio osteoporotico

Diversi studi clinici hanno dimostrato una correlazione significativa tra MCW, MCI e valori di BMD misurati con DXA. L’assottigliamento della corticale mandibolare e l’aumento della porosità sono segni osservabili già nelle fasi iniziali della malattia.

Pattern trabecolare e radiografie periapicali digitali

Oltre alla corticale, il pattern trabecolare dell’osso alveolare fornisce informazioni importanti sulla qualità ossea. Le radiografie periapicali digitali consentono di valutare variazioni nella densità e nell’organizzazione delle trabecole, che risultano più rade e disorganizzate nei soggetti osteoporotici.

Alterazioni radiografiche associate a osteoporosi:

  • Corticale mandibolare: da spessa, continua e regolare → assottigliata, irregolare, porosa
  • Osso trabecolare: da denso, reticolo fine → rarefatto, trabecole sottili
  • Margine inferiore mandibolare: da ben definito → frastagliato o eroso

La valutazione del pattern trabecolare, sebbene promettente, presenta una certa soggettività quando eseguita visivamente e beneficia quindi dell’impiego di analisi digitali computerizzate.

Supporto dell’intelligenza artificiale nell’analisi radiografica

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale (IA), in particolare il deep learning, ha mostrato risultati rilevanti nell’analisi automatica delle radiografie panoramiche.

Le reti neurali convoluzionali sono in grado di riconoscere pattern complessi di perdita ossea difficilmente individuabili dall’occhio umano.

Prestazioni diagnostiche riportate in letteratura:

  • Valutazione visiva MCI: sensibilità 60–75%, specificità 65–80%, correlazione moderata con DXA
  • Indici radiomorfometrici: sensibilità 65–85%, specificità 70–85%, buona correlazione con DXA
  • Modelli di deep learning: sensibilità 85–92%, specificità 80–88%, elevata concordanza con DXA

L’integrazione di dati radiografici con informazioni cliniche (età, sesso, BMI, stato menopausale) consente di migliorare ulteriormente l’accuratezza diagnostica, rendendo l’odontoiatra una figura chiave nello screening interdisciplinare dell’osteoporosi.

Implicazioni cliniche dell’uso delle radiografie dentali per prevenire l'osteoporosi

È importante sottolineare che le radiografie dentali non sostituiscono la DXA, ma rappresentano un valido strumento di screening precoce. L’identificazione di segni sospetti durante una visita odontoiatrica può portare all’invio tempestivo del paziente a valutazione densitometrica, riducendo il ritardo diagnostico e il rischio di fratture.

Le evidenze scientifiche supportano l’uso delle radiografie dentali come strumento complementare per l’identificazione precoce dell’osteoporosi.

L’analisi della corticale mandibolare, del pattern trabecolare e l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale aumentano l’affidabilità dello screening, aprendo nuove prospettive per una prevenzione integrata tra odontoiatria e medicina.


Bibliografia essenziale:


1. Klemetti E. et al., Panoramic radiography in screening of osteoporosis, Oral Surg Oral Med Oral Pathol

2. Taguchi A. et al., Use of dental panoramic radiographs in osteoporosis detection, Oral Radiology

3. Horner K. et al., Mandibular indices and osteoporosis, Dentomaxillofacial Radiology

4. Lee J.H. et al., Deep learning for osteoporosis screening using panoramic radiographs, Scientific Reports

5. Calciolari E. et al., Dental radiographs as predictors of systemic bone loss, Clin


Ti potrebbe interessare anche: Dolore orofacciale: cause, diagnosi e terapie