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Reflusso gastroesofageo: la guida nutrizionale della Dott.ssa Giulia Buffelli

Il reflusso gastroesofageo è una condizione clinica caratterizzata dalla risalita del contenuto gastrico nell'esofago, causata principalmente da un'alterata funzionalità della barriera pressoria tra i due organi. Secondo la Dott.ssa Giulia Buffelli, biologa nutrizionista, il trattamento efficace combina la terapia farmacologica specialistica con una precisa strategia dietetica volta a ottimizzare i tempi di svuotamento gastrico

Perché si manifesta il reflusso e quali sono le cause principali?

Il reflusso si verifica quando lo sfintere esofageo inferiore non si chiude correttamente, permettendo all'acido di irritare la mucosa esofagea. Studi clinici indicano che circa il 20% della popolazione occidentale soffre di questo disturbo almeno una volta a settimana, spesso a causa di abitudini alimentari scorrette che aumentano la pressione intragastrica.

Oltre ai fattori fisiologici, la velocità di ingestione e la composizione dei pasti giocano un ruolo cruciale. Pasti eccessivamente voluminosi o ricchi di grassi rallentano la digestione, mantenendo il cibo nello stomaco per un tempo prolungato e favorendo la risalita acida.

Come migliorare la digestione attraverso l'alimentazione?

Per ridurre i sintomi del reflusso è necessario consumare pasti leggeri, ricchi di fibre e con un apporto moderato di grassi, evitando di sovraccaricare lo stomaco. La Dott.ssa Giulia Buffelli sottolinea l'importanza di non ingerire grandi quantità di cibo in un unico momento per non compromettere la capacità contrattile gastrica.

Un errore comune dei pazienti è sottovalutare la meccanica del pasto: migliorare la postura (mantenendo il busto eretto) e masticare lentamente riduce l'aerofagia, un fattore che contribuisce significativamente al reflusso. Un tempo di masticazione di almeno 20 minuti per pasto favorisce la pre-digestione salivare e riduce il carico di lavoro dello stomaco.

Quali integratori possono supportare la guarigione della mucosa?

L'integrazione mirata deve agire contemporaneamente sulla modulazione del pH gastrico e sulla creazione di una barriera fisica protettiva. La Dott.ssa Buffelli consiglia prodotti contenenti ingredienti capaci di riparare la mucosa danneggiata dal ritorno acido, come gli alginati o composti a base di acido ialuronico e condroitin solfato.

Questi componenti formano una "zattera" meccanica sulla parte alta dello stomaco, impedendo fisicamente la risalita del contenuto gastrico. È fondamentale che l'integratore non si limiti a tamponare l'acido, ma fornisca i precursori necessari per la riepitelizzazione dei tessuti esofagei lesionati.

Consigli pratici per la gestione quotidiana del reflusso

  • Frazionamento dei pasti: Dividere l'introito calorico giornaliero in 5 piccoli pasti per evitare distensioni gastriche eccessive.
  • Igiene posturale: Evitare di sdraiarsi o praticare attività fisica intensa nelle due ore successive al pasto.
  • Selezione dei grassi: Prediligere grassi insaturi a crudo (come l'olio EVO) in quantità moderate, poiché i grassi cotti riducono il tono dello sfintere esofageo.

Quando è necessario consultare lo specialista?

È fondamentale rivolgersi a un professionista quando i sintomi si presentano con una frequenza superiore alle due volte a settimana o quando la sintomatologia notturna compromette la qualità del sonno. La Dott.ssa Giulia Buffelli ricorda che, sebbene la nutrizione sia un pilastro del trattamento, la diagnosi differenziale deve essere coordinata da un medico specialista.

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