Reflusso gastroesofageo: sintomi, cause e rimedi

Autore: Prof. Luigi Benini
Pubblicato: | Aggiornato: 19/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il reflusso gastroesofageo interessa tutti noi almeno una volta al giorno. Ad offrirci dei preziosi suggerimenti per contrastare questo fastidioso disturbo è il Dott. Luigi Benini, esperto in Gastroenterologia a Verona

Cos’è il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo è definito come la risalita di contenuto gastrico nella parte bassa dell’esofago. Tutti noi abbiamo tutti giorni e più volte al giorno degli episodi di reflusso. Quando mangiamo infatti, il nostro stomaco si riempie non solo del cibo deglutito, ma anche di aria e, inavvertitamente, si verificano delle eruttazioni. In concomitanza con queste eruttazioni, si può verificare una risalita di materiale gastrico in esofago, e questo è fisiologico, se non supera certi livelli. Nel caso in cui questi livelli vengano superati, per l’incorretta contrazione dell’esogafo con conseguente ristagnazione dell’acido, o per l’assunzione di cibi particolari o per una condizione di sovrappeso, il soggetto inizia ad avvertire una sensazione di malessere. Quando questi disturbi inoltre, sono tali da presentarsi più di una volta alla settimana ed in modo talmente violento da alterare lo stato di benessere del soggetto, si è di fronte alla malattia da reflusso gastroesofageo.

Esistono poi, una serie di fattori predisponenti al reflusso, che sono:

  • il sovrappeso, tanto più si è in sovrappeso tanto più severo diventa il reflusso;
  • il fumo, l’interruzione del fumo migliora notevolmente questi sintomi;
  • l’ingestione di alimenti particolari. Va sottolineato che non esistono alimenti che danno problemi a tutti, ma esistono alimenti che ci arrecano particolarmente fastidio come cioccolato, cibi grassi e cibi fritti;
  • l’ernia iatale, ovvero l’allargamento del foro del diaframma attraverso cui passa l’esofago per raggiungere nell’addome lo stomaco. Quando questo foro, chiamato iato, si allarga troppo, l’esofago si ritrae trascinandosi dietro una parte del fondo gastrico. Questa viene chiamata ernia iatale e si associa ad una maggior probabilità di reflusso di acido.

Quali sono i sintomi del reflusso gastroesofageo?

I sintomi tradizionali da reflusso gastroesofageo sono:

  • fastidio e dolore, legati alla presenza di acido nell’esofago;
  • pirosi, spesso notturna o durante pasti particolarmente pesanti;
  • eccessiva eruttazione, legata alla continua deglutizione di saliva per evitare quest’acido, che porta all’ingestione di quantità eccessive di aria;
  • tosse cronica che si verifica durante 3 settimane senza motivo apparente;
  • asma;
  • alterazioni ai denti come erosioni dentali.

Quali sono le complicanze del reflusso gastroesofageo?

La complicanza più diffusa è l’esofagite da reflusso, cioè la comparsa di erosioni, di piccole ulcere superficiali che possono estendersi progressivamente con l’aggravarsi del reflusso.  L’avere delle erosioni, però, non implica che il reflusso sia particolarmente fastidioso. La percezione del reflusso non è legato esclusivamente alla presenza di erosioni e la stessa gravità del reflusso può verificarsi anche in completa assenza di erosioni. Ecco perché il reflusso gastroesofageo è un fenomeno probabilmente legato anche ad aspetti psicologici: una persona particolarmente stressata, percepirà maggiormente la presenza di questo reflusso, che magari una persona più tranquilla non percepisce.

Reflusso gastroesofageo: trattamento, dieta e prevenzione 

Questo disturbo va trattato solo quando è particolarmente intenso, ovvero quando è patologico. Un primo passo per trattare il reflusso è evitare il cibo che ci arreca disturbo, limitare la quantità di cibo e calare di peso. Inoltre, sono presenti anche farmaci molto efficaci nel bloccare la presenza di acido nello stomaco. Solo in casi particolari, quando la mera terapia medica non è sufficiente al trattamento, sarà opportuno ricorrere ad interventi chirurgici che bloccano non solo il reflusso di acido, ma anche il rigurgito di cibo. Per quanto riguarda la dieta, occorre premettere che non esistono alimenti che arrecano disturbi indistintamente a tutti i soggetti: ognuno di noi deve conoscere i cibi che gli creano problemi e regolarsi di conseguenza. Nonostante ciò, alcuni alimenti causano più di altri episodi di reflusso, come i superalcolici, le bevande gasate, il vino bianco (soprattutto frizzante), i cibi fritti, il cioccolato, caffè e tè, ma non è una regola universale. È inoltre importante la cottura degli alimenti (i cibi fritti causano più disturbi di altri), non seguire diete copiose e non mangiare appena prima di andare a dormire. Tra i metodi di prevenzione, come già accennato, troviamo il calo di peso, che sicuramente limita il reflusso, lo smettere di fumare e il dormire sul fianco sinistro. 

Prof. Luigi Benini
Gastroenterologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies