Ricostruzione della valvola aortica con la Tecnica Ozaki

Ricostruzione della valvola aortica con la Tecnica Ozaki

Editato da: Alice Cattelan il 21/02/2023

In questo articolo il Dott. Alberto Albertini, specialista in Cardiologia, ci parla della ricostruzione della valvola aortica e della Tecnica di Ozaki

Quali sono le problematiche delle protesi valvolari meccaniche?

Il problema maggiore delle protesi valvolari meccaniche, in tessuto sintetico, è che richiedono una terapia anticoagulante a vita, vale a dire che il paziente al quale viene impiantata una protesi valvolare meccanica dovrà assumere un farmaco anticoagulante, con dei rischi emorragici e dosare il farmaco con esami periodici ogni 3-4 settimane, questo per tutta la vita.

In cosa consiste la tecnica Ozaki?

La tecnica conosciuta anche come neocuspidalizzazione della valvola aortica è stata introdotta dal Prof. Shigeyuki Ozaki di Tokio nel 2007, fino ad oggi più di 6000 pazienti al mondo sono stati operati con questa tecnica ed i risultati riportati in letteratura sono eccellenti.

Qusta tecnica di ricostruzione della valvola aortica permette di utilizzare il tessuto del paziente stesso evitando l’utilizzo di una protesi, è infatti possibile realizzare una valvola che è esattamente come un vestito su misura per il paziente, con indubbi vantaggi.

Quali sono i vantaggi di questa tecnica?

Nella maggioranza delle patologie valvolari aortiche è necessaria la sostituzione della valvola con una protesi e nei pazienti più giovani, al di sotto dei 60 anni, è attualmente consigliato l’impianto di una protesi meccanica in quanto la durata delle protesi di tessuto animale in questa fascia di età ha una durata limitata nel tempo.

La Tecnica Ozaki, che rappresenta una assoluta innovazione, permette di evitare l’impianto di una protesi valvolare, sia meccanica che di tessuto animale, evitando tutte le problematiche legate alle protesi sia nei pazienti anziani che soprattutto in quelli più giovani.

Come viene ricostruita la valvola aortica?

La valvola aortica viene ricostruita utilizzando il pericardio del paziente, il tessuto che circonda il cuore, e viene realizzata esattamente su misura garantendo la funzionalità di una valvola naturale. L’utilizzo del tessuto del paziente stesso permette di evitare un eventuale rigetto che si può verificare nel caso di valvole realizzate con tessuto animale.

Un’altra caratteristica della Tecnica Ozaki è la possibilità di ricostruire una normale valvola costituita da tre lembi o tricuspide nei casi in cui il soggetto soffra di bicuspidia, cioè una malformazione congenita della valvola aortica in cui la valvola è costituita da soli due lembi (la bicuspidia è la più frequente patologia valvolare aortica nei pazienti più giovani).

Nei casi in cui la malattia della valvola aortica si associ ad un aneurisma dell’aorta il Dott. Alberto Albertini ha sviluppato una particolare tecnica in cui la valvola può essere ricostruita con la Tunsplaecnica Ozaki anche in questi casi.

Come avviene il decorso post operatorio con la Tecnica di Ozaki?

Nei pazienti operati con la Tecnica Ozaki della valvola aortica non è necessaria alcuna terapia specifica nel postoperatorio: non sono necessari anticoagulanti ed è garantita una qualità della vita praticamente normale con ripresa dell’attività sportiva dal terzo mese dopo l’intervento.

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