Rinoplastica: avere il naso che si è sempre desiderato

Autore: Top Doctors®
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Editor: Top Doctors®

Il nostro esperto in Chirurgia Plastica ed Estetica di Top Doctors ci parla della storia della rinoplastica, della tecnica attuale e del suo postoperatorio

Rinoplastica: la storia di una chirurgia

I medici attuali sono molto preparati, questo perché si sistemano nasi da più di 5000 anni (Papiro di Edwin Smith, Egitto) e li ricostruiscono da più di 3000 (Sushruta, India), associando altre tecniche da più di 2000 anni (Celso, Roma) e perfezionandole da più di 1500 (Oribasio, Bisanzio). Nel Medioevo si utilizzavano erbe e preghiere, fino ad arrivare alla prima rinoplastica ‘ad honorem’ nel XV secolo (Tagliacozzi, Italia). Gaspare Tagliacozzi fu quasi imprigionato per aver praticato una rinoplastica modificando il corpo umano creato dall’opera divina. Nel 1794 dei dottori britannici di ritorno dalle colonie svilupparono una nuova tecnica di ricostruzione del naso. Nel 1845 un medico tedesco, Dieffenbach, descrisse una vera e propria rinoplastica moderna con incisione esterna. Il primo ad eseguire una rinoplastica interna fu l’americano Roe (1887). Infine, nel 1898, il tedesco Joseph eseguì una rinoplastica chiusa, mentre l’americano Gunter si focalizzò sulla rinoplastica aperta.

Il trattamento di rinoplastica

In una rinoplastica si cura la persona, non il naso: nessuno si opera per eliminarne qualche centimetro. Il naso non è quello che vedono gli altri, ma quello che ognuno sente di avere. La rinoplastica è un’operazione complessa: le uniche indicazioni sono date dal paziente, il chirurgo illustra ed esegue la tecnica. Internet ovviamente non aiuta, se prima bastavano 15 minuti di visita, oggi ne servono almeno 45 di cui 30 vengono spesi per la confutazione di tutte le false nozioni che il paziente ha incontrato cercando in rete. La rinoplastica deve essere eseguita in anestesia generale da un chirurgo esperto. È fondamentale che il cambiamento effettuato resti sempre in equilibrio con la fisionomia di base del naso. Nel naso aquilino si andrà a lavorare sul dorso, mentre nei nasi lunghi ci si focalizza sulla punta portando indietro la zona sporgente. Anche se in alcuni casi la rinoplastica chiusa è più sicura, in altri la tecnica aperta offre maggiori possibilità: non esiste quindi una tecnica migliore delle altre, ogni caso avrà bisogno di un trattamento personalizzato.

Il postoperatorio della rinoplastica

Il postaperatorio non è doloroso. Ad eccezione dei casi gravi in cui è consigliato un giorno di ricovero, il paziente può tornare a casa dopo 6 ore portando una protezione esterna e dei tamponi interni per qualche giorno. È probabile la presenza di qualche ematoma durante i primi giorni, che probabilmente saranno scomparsi al momento di rimuovere la protezione. La forma del naso in questo momento non sarà ancora quella definitiva, avrà bisogno di alcuni mesi, un anno massimo, per far scomparire l’infiammazione. In questo periodo non sono necessari particolari accorgimenti, a parte prestare attenzione al sole e ai possibili traumi ed evitare l’uso di occhiali per le prime settimane.

 

 Redazione di Topdoctors

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Chirurgia plastica e estetica


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