Le “4P” nella gestione della rinosinusite cronica
La rinosinusite cronica è una condizione complessa che richiede un approccio personalizzato basato su diagnosi accurata e strategie terapeutiche mirate. La ricerca recente ha rivoluzionato la classificazione e la gestione della malattia. Ce ne parla il Dott. Francesco Giombi, Otorinolaringoiatra presso il MedNow Medical Center di Milano.
Che cos’è la rinosinusite cronica?
La rinosinusite cronica è un’infiammazione della mucosa di naso e seni paranasali della durata superiore a dodici settimane, secondo le più recenti linee guida EPOS 2020.
La diagnosi è strettamente clinica, guidata dalla sintomatologia decritta dal paziente e da eventuali successive indagini radiologiche di secondo livello, mentre il trattamento si basa sull’applicazione di terapia topica, che, nei casi più severi può essere associata alla chirurgia endoscopica o alla somministrazione di anticorpi monoclonali.
Evoluzione della classificazione della rinosinusite
Storicamente, abbiamo diviso la rinosinusite cronica in due grandi categorie, sulla base dei reperti clinici ed endoscopici: una forma senza poliposi nasale, e una forma con poliposi nasale.
Ad oggi, questo paradigma è ormai superato. L’evoluzione scientifica ci ha permesso di capire le caratteristiche eziopatogenetiche e i pattern molecolari che contribuiscono al determinismo della patologia. In particolare, abbiamo identificato delle varianti correlate alla cosiddetta “infiammazione di tipo 2”, e spesso associate al fenotipo atopico (asma allergico, dermatite atopica, ipereosinofilia), solitamente a maggiore tasso di recidiva dopo trattamento e caratterizzate da una maggior impatto sintomatologico.
Verso la medicina personalizzata
Così facendo la medicina tradizionale, e con lei l’approccio al paziente affetto da rinosinusite cronica si stanno sempre più sviluppando verso una forma di medicina personalizzata, in cui non è più il fenotipo clinico o il sintomo a essere l’obiettivo del trattamento, ma il paziente nella sua complessa unicità. Così facendo, l’evoluzione della ricerca e il riconoscimento dei pattern molecolari di malattia ci ha reso capaci di rendere la nostra valutazione predittiva sul carico sintomatologico del paziente, potendoci quindi aiutare ad accompagnarlo in una strategia preventiva sul suo stato di salute. In questo modo, a cambiare prospettiva è lo stesso rapporto tra il medico e il paziente affetto da rinosinusite cronica, riconosciuto ora protagonista del suo stesso percorso di cura in un legame fatto di partecipazione.
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Le “4P” della gestione della rinosinusite cronica
In conclusione, le “4P” diventano una retta da seguire nel nostro approccio al paziente con rinosinusite cronica, per la cui gestione la medicina diventa personalizzata, predittiva, preventiva e partecipativa.
Tratto da un lavoro citato: Giunta G, Pirola F, Giombi F, Muci G, Pace GM, Heffler E, Paoletti G, Puggioni F, Cerasuolo M, Ferreli F, Salamanca F, Mercante G, Spriano G, Canonica GW, Malvezzi L. Care for Patients with Type-2 Chronic Rhinosinusitis.
J Pers Med. 2023 Mar 31;13(4):618. doi: 10.3390/jpm13040618. PMID: 37109003; PMCID: PMC10146372.

