Riproduzione assistita: quando l’attesa diventa finalmente dolce!
Negli ultimi anni abbiamo visto apparire la parola fecondazione assistita in numerose testate giornalistiche. Questa tecnologia è un grande passo avanti nella lotta all’infertilità. Ma che cos’è e come funziona? Ce ne parla il Dott. Gianfrancesco Brusco, esperto in Ginecologia a Perugia
Infertilità: per capirne di più
Per infertilità si intende l’impossibilità di portare avanti una gravidanza, mentre per sterilità l’impossibilità ad ottenere una gravidanza. Ri
entrano in questa categoria le coppie che, dopo almeno dodici mesi di rapporti finalizzati, non esitano in gravidanza spontanea. Almeno un 20-30% di coppie rientrano in queste patologie
Per diagnosticare cause e presenza di infertilità, la coppia dovrà sottoporsi ad alcuni esami diagnostici. Per l’uomo è fondamentale uno studio del liquido seminale con spermiogramma, swim-up e spermiocoltura. Per la donna sono tanti i parametri da considererete quindi da valutare caso per caso. Monitoraggio endocrino ed ecografico del ciclo, pervietà tubarica, misurazione del pH vaginale e studio morfologico di utero ed ovaie sono basilari per iniziare a cercare le cause della infertilità\sterilità.
Fecondazione assistita: quando e come?
Anche questa domanda ha numerose risposte: dipende dall’età della donna e da quanto persiste la sterilità. In ogni caso se dopo dei tentativi con inseminazione intrauterina non si è ottenuta una gravidanza è opportuno intraprendere questa via. Se la donna ha una età superiore ai 38-40 anni, a mio avviso bisognerebbe considerarla tecnica di prima scelta.
La fecondazione assistita consiste in una stimolazione ormonale che permetta la produzione di un numero congruo di follicoli che al momento opportuno verranno prelevati e successivamente inseminati al fine di creare degli embrioni da inserire in utero.
Da quando si inizia a stimolare l’ovaio, in media si arriva al prelievo degli ovociti dopo una decina di giorni circa, poi si decide se inserire l’embrione nello stesso ciclo stimolato oppure procedere alla biopsia dell’embrione stesso e quindi, nel caso la biopsia non evidenzi alcuna patologia, procedere nei mesi successivi all’impianto.
Fecondazione assistita in numeri
Vari fattori influenzano le percentuali di riuscita quali: l’età della donna, la qualità del liquido seminale, il numero di embrioni inseriti, la qualità degli embrioni stessi (ecc.). Possiamo comunque dire che mediamente si ottiene una gravidanza con “bimbo in braccio” in una percentuale che oscilla tra il 20 e il 50% circa.
Rischi della fecondazione assistita
I rischi sono legati soprattutto al prelievo degli ovociti in una percentuale in genere inferiore all’1% così come estremamente bassi sono i rischi di infezione. Altra complicanza è rappresentata dalla iperstimolazione ovarica.


