Saper convivere con il diabete

Autore: Prof. Antonio Secchi
Pubblicato: | Aggiornato: 16/11/2018
Editor: Top Doctors®

 

Il diabete è una condizione patologica, per questo è importante saperci convivere. Il Prof. Antonio Secchi, esperto in Diabetologia, ci spiega perché è necessario per il paziente diabetico controllare i propri livelli di zucchero nel sangue e adottare un’alimentazione adeguata

 

Perché bisogna saper convivere con il diabete?

Il diabete è una condizione patologica che non andrebbe considerata come malattia, ma come una condizione a se stante. È frequente e ne esistono molte forme, dal diabete insulinodipendente, oggi chiamato diabete tipo 1 e una volta chiamato diabete giovanile, al diabete tipo 2, una volta chiamato non insulino-dipendente o diabete dell'adulto. Ne esistono anche altre forme, come il diabete obeso, il diabete in gravidanza o il diabete post-chirurgico. Esistono, quindi, tante forme di diabete: il paziente deve sapere che ogni diabete è una forma a sé, e che lui è portatore del suo diabete. Per questo motivo, bisogna evitare suggerimenti generici e aspecifici.

Con il diabete si può convivere, purché si arrivi ad un accordo con il medico per seguire lo stile di vita e le terapie più adeguate. Uno dei problemi principali del diabete è la sua paucisintomaticità, cioè sviluppa pochi sintomi. Il paziente, dunque, deve curarsi adeguatamente seguendo determinate linee guida e non semplicemente seguendo i suoi disturbi.

 

Le innovazioni terapeutiche nel trattamento del diabete

Ecco quali sono le più importanti innovazioni terapeutiche nel campo del diabete. Nel campo del diabete tipo 1 insulino-dipendente, un'interessante novità è la disponibilità di una nuova insulina, chiamata Degludec, che somministrata una volta al giorno consente una buona stabilizzazione dei livelli glicemici. Nel campo del diabete tipo 2 non insulino-dipendente, esiste una nuova terapia innovativa, l’Exenatide, che, grazie ad una nuova formulazione, può essere somministrata una sola volta la settimana mediante un’iniezione con un buon successo terapeutico.

Esistono, poi, novità per quanto concerne la possibilità di monitorare la glicemia. Esiste un apparecchio che misura la glicemia in continuo attraverso una piccolo gettone adesivo, che viene collocato sul braccio del paziente e che resta in sede due settimane. Il paziente in questo modo ha un rilievo costante dei suoi valori glicemici, con una grande ricaduta terapeutica.

 

Prevenire le complicanze del diabete: il controllo glicemico

L'obiettivo nella cura del diabete è il mantenimento della glicemia in un range accettabile. Dobbiamo mantenere la glicemia a livelli accettabili in quanto i suoi valori elevati, l’iperglicemia, espongono nel tempo il paziente a rischio di complicanze degenerative. Valori elevati di glicemia creano problemi a livello dei nervi (neuropatia), a livello degli occhi (retinopatia), a livello dei reni (nefropatia) e a livello delle arterie (vasculopatia). Il target della terapia, quindi, è il contenimento della glicemia affinché non si creino nel lungo termine queste complicanze.

 

Alimentazione e diabete di tipo 2: curarsi a tavola

La dieta del paziente con diabete tipo 2 deve basarsi su elementi di buon senso. Nessun alimento in sé è nocivo e va bandito, tranne gli zuccheri a rapido assorbimento, come glucosio e saccarosio (dolci, bevande gasate o zucchero). Gli altri alimenti possono essere assunti regolarmente, su indicazione da parte del medico per quanto riguarda le quantità.

Se adeguatamente trattato, un paziente con diabete di tipo 2 potrebbe anche arrivare a fare a meno di terapie farmacologiche e basare la sua terapia esclusivamente sull’alimentazione.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Antonio Secchi
Diabetologia

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