Scoliosi: cos'è e come correggerla

Autore: Prof. Marco Brayda-Bruno
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Editor: Top Doctors®

La scoliosi è una patologia della colonna vertebrale che viene trattata in base alla gravità della curva scoliotica. Il Prof. Marco Brayda-Bruno, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Milano, ci parla delle conseguenze e del trattamento di questa malattia

 

Cos’è la scoliosi?

La scoliosi è una malattia della colonna vertebrale che compare in età infantile ed adolescenziale. Più precocemente compare, più negativa è la prognosi. La maggior parte delle scoliosi, circa l’80%, compare nell'adolescenza: in questo periodo della pubertà i primi segni di una deformità del tronco si possono rilevare da un’asimmetria delle spalle, un’asimmetria dei fianchi, cioè dei triangoli della taglia che non sono uguali, o da una prominenza di una scapola. Il modo più efficace e sicuro di diagnosticare una scoliosi è di far flettere in avanti il ragazzo o la ragazza a gambe tese: in questo modo si può osservare, stando alle spalle del ragazzo, se vi sono delle asimmetrie del tronco che segnalano la presenza di una colonna non perfettamente dritta in senso anteroposteriore.

Quali possono essere le conseguenze della scoliosi?

La scoliosi, se non trattata adeguatamente e a tempo debito, può peggiorare creando degli squilibri posturali, strutturali del tronco a livello toracico, ma soprattutto del tratto lombare. La scoliosi è una deformità tridimensionale, non è solo una flessione di lato, quindi i corpi vertebrali vanno in rotazione su se stessi comportando a lungo termine una maggiore probabilità di soffrire di varie infermità. Alcuni esempi sono: mal di schiena, effetti di stenosi della colonna lombare con disturbi irradiati agli arti inferiori, conseguenze cardiorespiratorie in età adulto-anziana (in casi molto più gravi), oltre al danno estetico di vita di relazione da parte dei soggetti che hanno una deformità grave.

Come trattare la scoliosi?

Quando la scoliosi viene diagnosticata in modo chiaro e definitivo da uno specialista, bisogna verificare qual è la gravità della curva. Questa viene misurata in gradi Cobb: Cobb è un collega americano che negli anni ‘30 stabilì questa unità di misura sulle radiografie. Se i gradi Cobb stanno al di sotto dei 20 gradi, si può procedere solo all'osservazione da ripetere almeno 3-4 volte all'anno per verificare l'evoluzione della curva. Se supera i 20 gradi, si deve intervenire con un trattamento con corsetto ortopedico. Nelle curve verso i 30-35 gradi, è consigliabile iniziare un trattamento molto più aggressivo, perché la curva sta diventando grave, con busti gessati seguiti sempre dai corsetti ortopedici che vanno portati fino alla fine dell'accrescimento scheletrico (di base intorno ai 17-18 anni, dipende dalla rapidità con cui il ragazzo si sviluppa). Sopra i 40-45 gradi, spesso è necessario l’intervento chirurgico.

Trattamento chirurgico: in cosa consiste?

Quando la scoliosi è particolarmente grave e presenta segni di evoluzione, per prevenire un ulteriore peggioramento in età adulta, è necessario l’intervento chirurgico e si deve procedere con l’artrodesi vertebrale. L’artrodesi vertebrale è la fusione delle vertebre dopo aver corretto la curva scoliotica. Questa correzione avviene tramite degli impianti vertebrali in titanio che vengono fissati nelle vertebre e collegati da due barre in modo da ottenere una correzione stabile della deformità. È molto importante che la correzione sia bilanciata e che, dopo l’intervento, il tronco rimanga in una postura corretta. Si cerca di risparmiare il più possibile la zona lombare per consentire una mobilità naturale, in questo modo da un lato vi sarà un irrigidimento della colonna ed una riduzione della mobilità del tronco, dall'altra si avrà una scoliosi stabile e corretta che resterà così tutta la vita.

 

Prof. Marco Brayda-Bruno
Ortopedia e Traumatologia

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