Sindrome del tunnel carpale, cause e rimedi

Autore: Dott. Shahram Sherkat
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Il tunnel carpale è una cavità nel polso nella quale decorre, insieme ai tendini che muovono le dita, il nervo mediano. Il Dott. Shahram Sherkat, esperto in Neurochirurgia a Roma, ci parla della patologia che può colpire il tunnel carpale

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Il nervo mediano è importante sia per la conduzione della sensibilità fine sia per lo stimolo motorio delle prime tre dita della mano, soprattutto il pollice. Il tetto del tunnel carpale è un legamento fibroso che può andare incontro a calcificazione. Diventa cioè più spesso e duro, al punto di comprimere e irritare il nervo mediano.

Quali sono le cause della sindrome del tunnel carpale?

I motivi della degenerazione calcifica del legamento soprastante il tunnel carpale non sono completamente noti. È comunque un disturbo frequente in patologie quali:

  • Diabete;
  • Disfunzione tiroidea
  • Ritenzione di liquidi in corso di gravidanza o menopausa;
  • Ipertensione arteriosa;
  • Alcuni disturbi autoimmuni come l'artrite reumatoide;
  • Postumi di fratture o di traumi al polso

La sindrome del tunnel carpale può essere aggravata da alcuni lavori manuali che prevedono l'estensione ripetuta del polso (l'uso prolungato della tastiera e del mouse, ad esempio) o per l'esposizione cronica alle vibrazioni derivanti dall'utilizzo di utensili a mano o elettrici.

Quali sono i sintomi che la caratterizzano?

Non è una patologia grave ma può essere molto fastidiosa. La compressione e l'irritazione del nervo mediano all'interno del tunnel carpale causa inizialmente, soprattutto durante la notte, il formicolio delle prime tre dita della mano. Qualche volta capita di svegliarsi perché l'intorpidimento delle dita diventa doloroso e bisogna cambiare spesso posizione per avere sollievo. Al risveglio, coordinare le dita è spesso difficile e bisogna attendere alcuni minuti per essere in grado di maneggiare gli oggetti o, banalmente, spegnere la sveglia. Questi sono sintomi che possono persistere molti anni in forma poco invalidante.

Ma, con il passare del tempo, possono comparire disturbi di forza e, oltre all'intorpidimento e alla diminuita sensibilità, potrà comparire difficoltà a mantenere gli oggetti in mano senza farli cadere. I disturbi di forza delle prime tre dita delle mani causati da questa patologia sono però piuttosto tardivi.

Alcuni accorgimenti possono aiutare a diminuire l'entità dei sintomi. È utile, ad esempio, rispettare qualche minuto di pausa e non prolungare eccessivamente lavori manuali ripetitivi; rispettare l'ergonomia della mano, fasciaturapostazione di lavoro, magari usando tastiere opportunamente conformate o supporti durante l'utilizzo dei mouse.

Anche i farmaci anti-infiammatori, se assunti in dosaggio opportuno, possono rendere sopportabile il fastidio.

In caso di persistenza o aggravamento della sintomatologia (parestesie notturne, intorpidimento delle dita perdurante per mesi) sarà necessario consultare il proprio medico di fiducia allo scopo di stabilire se valga la pena di sottoporsi ad esami strumentali specifici quali l'elettromiografia e l'elettroneurografia degli arti superiori.

Sono accertamenti elettrofiosiologici indispensabili per diagnosticare la sindrome del tunnel carpale e per differenziare questo disturbo da altre patologie che possono interessare il nervo mediano, quali ad esempio le ernie discali cervicali o le compressioni dello stesso nervo in altri punti del suo decorso.

Quando è possibile intervenire chirurgicamente?

Solo le sindromi carpali diagnosticate mediante l'elettromiografia o l'elettroneurografia possono essere eventualmente trattate chirurgicamente.

L'esame elettromiografico (o elettroneurografico) viene condotto presso studi specialistici, è innocuo ma molto attendibile nel porre correttamente la diagnosi di sindrome del tunnel carpale.In genere dura pochi minuti e consiste nello stimolare elettricamente il nervo mediano per verificarne la velocità di conduzione nervosa nonché il punto in cui il nervo è sofferente.

Qualora l'entità di sofferenza cronica del nervo mediano eccedesse alcuni parametri, sarà allora necessario consultare il neurochirurgo (o un chirurgo della mano) per liberare il nervo mediano dalla compressione di un legamento palmare calcifico e ispessito.

L'intervento di liberazione del nervo mediano al poso, detto anche neurolisi del nervo mediano al tunnel carpale, è molto rapido ed eseguito in anestesia locale mediante l'iniezione di modiche quantità di anestetico al di sotto della cute. Data la rapidità, l'operazione è ambulatoriale e non prevede degenza postoperatoria.

Tipicamente, il paziente torna a casa entro un'ora dall'intervento e dovrà tornare solo per medicare la piccola ferita, a sette o dieci giorni di distanza.

L'intervento che eseguo personalmente, consiste, a paziente supino, nell'incisione di circa un centimetro e mezzo di cute sulla superficie interna del polso e nell'apertura del legamento, che si trova appena al di sotto della cute.

Né il nervo mediano né la sua guaina di rivestimento devono essere manipolati. Bisogna limitarsi a ispezionare l'avvenuta apertura del legamento palmare. Non sono previste perdite ematiche. È importante comunque rispettare scrupolosamente le strutture anatomiche esposte, al fine di evitare ematomi postoperatori o infezioni.

Nel post-operatorio, è prevista, anche se non sempre necessaria, una blanda prevenzione antibiotica per cinque giorni. In genere, il fastidio alle dita non scompare nell'immediato ma, già ad alcuni giorni di distanza, il paziente noterà un miglioramento progressivo dei sintomi, sempre che l'intervento sia avvenuto in tempo utile a prevenire i rari danni irreversibili da eccessiva e prolungata compressione (e devitalizzazione) del nervo mediano.

Dott. Shahram Sherkat
Neurochirurgia

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