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Sindrome di Behçet: una malattia infiammatoria rara e complessa

La Sindrome di Behçet è una malattia infiammatoria sistemica rara, le cui cause non sono ancora del tutto conosciute. Colpisce circa 10 persone ogni 100.000, ma la sua diffusione aumenta significativamente nelle aree che si affacciano sul Mediterraneo e nel Sud-Est Asiatico: si registrano circa 4 casi ogni 100.000 nel Nord Italia, 80 in Iran e fino a 370 in Turchia

L’esordio della malattia avviene generalmente tra i 20 e i 40 anni, senza differenze di genere, anche se nei pazienti maschi la malattia tende a essere più severa, soprattutto quando insorge precocemente e coinvolge più organi


Fattori genetici e cause della Sindrome di Behçet

La diversa distribuzione geografica suggerisce un ruolo importante della predisposizione genetica. L’allele HLA-B51 è considerato il principale fattore genetico associato alla malattia: i portatori hanno un rischio cinque volte superiore di svilupparla, anche se la presenza di questo allele non implica necessariamente la comparsa della sindrome.


Oltre alla genetica, è stato ipotizzato il coinvolgimento di agenti microbiologici (virus e batteri) e alterazioni del microbiota orale e intestinale, dove si osserva una minore presenza di batteri in grado di produrre butirrato, sostanza con proprietà antinfiammatorie. Si riscontrano inoltre alterazioni immunitarie, con una produzione aumentata di citochine infiammatorie.

Sintomi principali: dalle afte orali alle manifestazioni sistemiche

La afta orale è il segno clinico più tipico, presente in oltre il 95% dei pazienti. Le ulcere, di piccole o medie dimensioni, compaiono su gengive, labbra e lingua e possono essere scatenate da stress, cibi specifici (come ananas, fragole, pomodori, melanzane, noci e nocciole) o variazioni ormonali. Guariscono spontaneamente senza lasciare cicatrici.


e afte genitali, invece, sono più specifiche della Sindrome di Behçet. Si localizzano sullo scroto o sulle piccole e grandi labbra, sono dolorose e lasciano piccole cicatrici dopo la guarigione.

Altre manifestazioni cutanee includono follicolite (simile all’acne) ed eritema nodoso. Nei casi più severi, la malattia può colpire gli occhi, causando uveite o panuveite, con rischio di perdita della vista se non trattata tempestivamente.


Le manifestazioni neurologiche sono più rare e interessano soprattutto i maschi, potendo causare cefalea, paralisi dei nervi cranici o emiparesi. Anche il coinvolgimento vascolare è possibile, con trombosi venose o formazione di aneurismi arteriosi.

Infine, la Sindrome di Behçet può colpire le articolazioni, provocando artrite e dolori articolari, oppure l’apparato gastrointestinale, causando ulcere intestinali, dolore addominale, emorragie e, raramente, perforazioni intestinali.

Diagnosi e trattamento della Sindrome di Behçet

Per la gestione delle afte orali, può essere utile l’applicazione locale di preparati cortisonici.


La Colchicina rappresenta il trattamento di prima scelta, efficace anche contro artralgie e artriti. Nei pazienti resistenti o intolleranti, si possono utilizzare inibitori della fosfodiesterasi-4 o farmaci immunosoppressori.

Nei casi con coinvolgimento oculare, vascolare, neurologico o gastrointestinale, è necessario ricorrere a corticosteroidi ad alto dosaggio e a terapie immunosoppressive.

La prognosi è generalmente favorevole, ma può essere più severa nei giovani uomini con interessamento multiorgano. Al contrario, le donne e i pazienti con esordio tra i 35 e i 50 anni tendono ad avere una normale aspettativa di vita.



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