Sintomi e trattamento dei calcoli renali

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 14/11/2018
Editor: Top Doctors®

I calcoli renali sono “pietre” che si formano nei reni. Si stima che 10 persone su 100 ne soffrano almeno una volta nella vita, e che circa 30 pazienti su 100 vengano ricoverati in ospedale a causa del dolore provocato dai calcoli. I calcoli, in realtà non sono di per loro dolorosi, ma il dolore si produce a causa di un’ostruzione del passaggio dell’urina (litiasi). Gli esperti in Urologia ci spiegano di cosa si tratta.

 

 

Quali sono i sintomi?

 

  • Dolore alla schiena, a lato della colonna e sotto le costole (colica renale). Il dolore può arrivare fino all’inguine, e, in rari casi, essere bilaterale.
  • Nausea e vomito
  • Sangue nell’urina
  • Desiderio frequente di orinare
  • Bruciore quando l’urina passa per l’uretra.

 

Come si diagnosticano?

 

Per effettuare una diagnosi, l’Urologo realizzerà una radiografia semplice ed un’ecografia. Se il calcolo è composto da acido urico (un composto organico), non si vedrà nella radiografia, ma sarà visibile con un’ecografia o con una tomografia computerizzata (TC).

 

L’ecografia servirà, inoltre, per individuare la presenza di un’ostruzione delle vie urinarie. Se effettivamente c’è un’ostruzione, probabilmente l’Urologo realizzerà un’urografia endovenosa (UIV), che consiste nell’iniezione di un liquido di contrasto in una vena del braccio e che permette di visualizzare i condotti renali.

 

Spesso chi ha famigliari che soffrono di calcoli renali è più soggetto ad essere colpito da questo disturbo. Se si hanno precedenti familiari, è consigliabile fare degli esami preventivi.

 

I calcoli vengono espulsi spontaneamente?

 

Tra le 70 e le 80 pietre su 100 sono eliminate spontaneamente attraverso l’urina entro 48 ore dopo l’inizio del dolore (colica).

 

Quando il calcolo si espelle è importante conservarlo per studiare qual è la sua composizione, il che può aiutare a scegliere il trattamento corretto per evitare che si formi un’altra pietra dello stesso tipo.

 

 

Come si eliminano i calcoli che non vengono espulsi spontaneamente?

 

La tecnica chiamata litotrissia extracorporea ad onde d’urto serve a rompere le pietre in piccoli pezzi: le onde d’urto generate dalla macchina attraversano il corpo del paziente e frantumano il calcolo, che viene poi espulso spontaneamente.

 

Alcuni pazienti che presentano un’ostruzione della vescica necessiteranno della collocazione di un tubo (catetere) che va dal rene alla vescica per permettere l’uscita dell’urina.

 

In altri casi, la pietra si può eliminare con l’ureteroscopio, uno strumento metallico che si introduce nell’uretere attraverso l’uretra e nel quale passa un dispositivo chiamato litotritore, che rompe la pietra. In meno di 5 casi su 100 è necessario realizzare una chirurgia aperta per il trattamento del calcolo urinario.

 

Come evitare la ricomparsa di un’altra pietra?

 

  • È importante bere molta acqua, 10/12 bicchieri ogni giorno. Questo evita che l’urina si concentri e diminuisce la possibilità che si producano cristalli. Se il colore dell’urina è giallo scuro, si deve bere più acqua.
  • Anche la dieta è molto importante. Se si hanno calcoli di ossalato di calcio o di acido urico, bisognerà ridurre la quantità di proteine (carne, insaccati, etc.).
  • Assunzione di medicinali diuretici come l’idroclorotiazide possono aiutare ad eliminare acqua e sali dall’organismo. L’allopurinolo fa sì che l’organismo produca meno acido urico e si utilizza nei pazienti con la gotta. Se le pietre sono di cistina, la penicillamina può essere utile. Naturalmente i farmaci devono essere prescritti da un medico.

 

In ogni caso, è molto importante consultarsi con un Urologo, che prescriverà il trattamento più adeguato in baso al tipo di patologia.

 

In collaborazione con il Dott. Gilberto Chechile Toniolo

 Redazione di Topdoctors

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Urologia


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