Soffri di ipotiroidismo? Ecco qualche consiglio per te!

L’ipotiroidismo è una condizione caratterizzata da una ridotta funzione della tiroide. Può presentarsi in forma sub clinica (più di tipo laboratoristico) oppure clinica. La prevalenza dell’ipotiroidismo primitivo è del 3,5/100 circa nelle donne e dello 0,6/100 nei maschi, maggiore per la forma sub clinica, specie negli anziani. Esiste anche una forma congenita con una prevalenza di un caso ogni 2000-4000 nascite. Vediamo in quest’articolo come mantenerlo controllato ed aiutarsi anche attraverso la dieta
Esami diagnostici
La diagnosi viene fatta con il dosaggio degli ormoni tiroidei, ma soprattutto con quello del TSH (considerati i rapporti logaritmici che esistono con le forme libere, infatti è il primo ormone a variare). L’esecuzione di una ecografia del collo ed il prelievo degli anticorpi anti-tiroide servono a definire la diagnosi in particolare nelle forme autoimmuni. Tra le cau
se di ipotiroidismo quelle più comuni sono le forme autoimmuni (tiroidite di Hashimoto) e le gravi carenze alimentari di iodio, poi l’intervento chirurgico. La tiroide necessita di un apporto giornaliero di iodio di 150 mcg/giorno per un adulto, che in caso di gravidanza deve aumentare a 200-250 microgrammi/die. La sintomatologia dipende dal tempo di insorgenza di una ipofunzione tiroidea, in generale è lentamente progressiva.
Campanelli d’allarme
I sintomi più comuni e frequenti sono
- Astenia;
- Sonnolenza;
- Stipsi;
- Aumento del peso corporeo;
- Intolleranza al freddo;
- Cute secca;
- Gonfiore.
Da evidenziare come difficilmente siano tutti presenti e come il quadro sintomatologico possa variare tra persone giovani ed anziani. In quest’ultimi spesso i sintomi si sovrappongono con quelli dell’età ritardandone la diagnosi. Altri sintomi possono essere i dolori e la debolezza muscolare, capelli più fragili e secchi, alterazioni del tono dell’umore, ridotta mimica facciale ed eloquio lento. Un dato che spesso si associa all’ipotiroidismo sono livelli aumentati di colesterolo, che talvolta possono rappresentare il primo segnale di una ipofunzione tiroidea, in particolare negli anziani. I soggetti affetti da ipotiroidismo hanno diritto all’esenzione per patologia: 027. L’ipotiroidismo può interferire in modo anche importante nella salute di una persona ma solo le gravi forme non curate possono favorire la mortalità.
Cura e dieta
È una condizione che si può facilmente curare con l’uso di una terapia sostitutiva che consiste nella somministrazione dell’ormone della tiroide (levotiroxina) nelle sue varie composizioni (compresse, liquida, gocce, sciroppo). La dose si basa sul peso corporeo, in genere 1.1 /1.2 microgrammi pro KG. I controlli successivi, una volta raggiunto il compenso, possono essere effettuati annualmente.
Alla domanda se esista una dieta specifica ed adeguata all’ipotiroidismo la risposta è che non esiste una dieta tipica o standard, questo anche perché la malattia è facilmente controllabile e curabile con l’ormone tiroideo. L’uso di integratori con iodio pur utile in certe condizioni, non trova una sicura indicazione nella medicina ufficiale. Preferibile l’utilizzo del sale iodato o diete ricche di iodio (pesce marino, molluschi), in particolare in gravidanza. Negli ultimi anni si è data una certa importanza anche al selenio (che si trova nei cereali, pesce e carne), anche se i dati della letteratura sono pochi e non definitivi.

