Steatosi epatica: l’accumulo di grasso nel fegato

Autore: Prof. Marco Romano
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La steatosi epatica consiste in un accumulo di grasso nel fegato. La prevalenza nella popolazione generale è del 20%. È asintomatica. Può progredire verso forme più gravi di danno epatico fino alla cirrosi epatica ed all’epatocarcinoma. Ne parla il Prof. Marco Romano, esperto in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva a Napoli

Quali sono le cause del fegato grasso?

Le cause di steatosi epatica possono essere sia il consumo eccessivo di alcol che condizioni dismetaboliche quali Donna con dolore al fiancoobesità. Ipercolesterolemia. Ipertrigliceridemia, aumentata resistenza periferica alla insulina, diabete mellito e sindromi metaboliche. Questo tipo di steatosi epatica non alcol-correlata viene definita NAFLD eponimo di Non-Alcoholic Fatty Liver Disease termine che alcuni tendono ora a sostituire con MAFLD, eponimo di Metabolic Associated Fatty Liver Disease.

Come viene diagnosticato?

La ecografia epatica è il metodo diagnostico non invasivo più adoperato. Mostra un quadro di fegato “bright” o iperriflettente. Talora si associa ad aumento delle transaminasi e della GGT. Il Fibroscan permette di valutare se vi sia o meno fibrosi associata alla steatosi epatica. La presenza di fibrosi è un indice prognostico di trasformazione dalla semplice steatosi alla steato-epatite. La biopsia epatica in genere non è indicata.

Quali sono i rischi e le possibili complicanze della patologia?

I soggetti a rischio oltre gli etilisti sono i pazienti con Sindrome Metabolica e con dismetabolismo in genere. Il rischio è che la steatosi non trattata possa evolvere verso forme più gravi di danno epatico fino all’epatocarcinoma.

In che cosa consiste il trattamento della steatosi epatica?

Non esiste una terapia definita della steatosi epatica. Ovviamente se legata ad etilismo il pz si deve astenere dall’uso di bevande alcoliche. In altre situazioni il paziente deve correggere il disordine metabolico associato (ipetrigliceridemia, ipercoesterolemia, diabete, obesità). In genere attività fisica moderata (40 minuti di passeggiata tre volte alla settimana), dieta ricca in frutta e verdura sono il presidio terapeutico migliore. Non esiste ad oggi una terapia specifica per la steatosi epatica.

Prof. Marco Romano
Gastroenterologia

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