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Stenosi carotidea: la scelta del trattamento

Le carotidi, sono le arterie, a partenza dall’arco dell’aorta, che insieme alla arterie vertebrali, irrorano il cervello. Ne parla il Dott. Maurizio Ruggieri, esperto in Chirurgia Vascolare a Foggia

Quali sono le patologie che più colpiscono le arterie carotidee?

Modellino cuore

Le arterie carotidee possono essere colpite dall’arteriosclerosi, con progressiva riduzione del calibro vasale, per la presenza di placche che possono essere causa a loro volta stenosi carotidee. Altre patologie che colpiscono le arterie possono essere la malattia cerebro vascolare, seconda causa di morte nei paesi industrializzati; meno frequentemente, vanno incontro a dilatazioni (aneurismi).

Stenosi carotidea, che cos'è?

Si parla di stenosi carotidea, quando a causa della presenza di placche aterosclerotiche, il lume del vaso si riduce, causando una riduzione del flusso di sangue nel cervello.

Sintomi e trattamento della stenosi carotidea

La stenosi carotidea può essere asintomatica. Quando indicato è possibile effettuare l’intervento chirurgico di Tea carotidea o di Pta/Stenting. L’indicazione al trattamento specifico è di competenza del chirurgo vascolare, che decide, in caso di stenosi superiori al 70 % o inferiori, in pazienti sintomatici, quale trattamento chirurgico eseguire.

Nei pazienti asintomatici con stenosi inferiori al 65 %, il trattamento di scelta è con la sola terapia medica antiaggregante. Le caratteristiche della placca, l’età, le malattie associate e le condizioni generali del paziente orientano la scelta del trattamento migliore.

Quali sono i tempi di recupero?

I tempi di recupero sono abbastanza brevi:

  • Dopo l’intervento tradizionale di Tea carotidea, in assenza di complicanze, la dimissione avviene normalmente in 2° o 3° giornata post operatoria.
  • Dopo l’intervento di pta/Stenting, invece il paziente viene dimesso il giorno dopo.

I benefici sono essenzialmente rappresentati da una netta riduzione di incidenza di ictus cerebrali. Statisticamente i rischi, rappresentati da complicanze neurologiche, possono essere reversibili o irreversibili ed hanno una incidenza che varia dal 4% al 2%. Ci possono essere anche sanguinamenti post operatori e formazione di ematomi o pseudoaneurismi in sede di accesso inguinale per gli interventi endovascolari.