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Suicidio: 6 falsi miti da sfatare

Autore: Dott. Marco Paolemili
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il suicidio è un argomento delicato e per questo motivo è importante fornire le giuste informazioni e sfatare i falsi miti che ruotano attorno a questo problema. Ce ne parla il Dott. Marco Paolemili, esperto in Psichiatria a Roma

1) Se hai tentato il suicidio una volta, sarai sempre a rischio

L’incremento del rischio di suicidio è una condizione spesso a breve termine e strettamente legata ad un evento o situazione specifici. Nonostante sia possibile che i pensieri suicidi riemergano, questi non sono permanenti a una persona che ne ha avuti in passato o che ha tentato il suicidio.

2) Parlare di suicidio può essere visto come un incoraggiamento

persona tristeIl tema del suicidio è, purtroppo, ancora un tabù nella società moderna e per questo motivo le persone che stanno pensando di suicidarsi non sanno a chi rivolgersi. Parlare apertamente del suicidio non rappresenta un incoraggiamento, anzi, può fornire delle opzioni per risolvere il problema o dare l’opportunità di ripensare alla decisione. Parlarne quindi può essere utile a prevenire queste azioni.

3) Solo chi soffre di disturbi mentali tenta il suicidio

Pensare al suicidio è indice di profonda tristezza, ma non necessariamente corrisponde a un disturbo psichiatrico. Molte persone, infatti, convivono con disturbi mentali ma non hanno mai pensato né tentato il suicidio e, allo stesso modo, non tutti coloro che si sono tolti la vita erano affetti da un disturbo mentale.

4) Chi decide di togliersi la vita lo fa senza preavviso

Nella maggior parte dei casi, chi sta pensando seriamente di togliersi la vita lancia dei segnali di allarme, sia comportamentali che verbali. Sicuramente ci sono dei suicidi che avvengono improvvisamente, è pero importante sapere dell’esistenza di questi segnali premonitori e prestare attenzione per individuarli prontamente

5) Coloro che tentano il suicidio sono determinati a morire

Chi decide di togliersi la vita è molto spesso ambivalente riguardo la voglia di vivere o morire: alcune persone possono agire in maniera impulsiva, ad esempio bevendo delle sostanze tossiche che porteranno alla morte dopo qualche giorno, anche se in realtà avrebbero voluto continuare a vivere. Proprio per questo motivo è importante avere accesso ad un aiuto psicologico nel momento adeguato.

6) Chi parla di suicidio in realtà non vuole morire davvero

In questi casi, chi parla di suicidio potrebbe star cercando un supporto o un aiuto in chi lo circonda. Infatti, molte persone che si trovano a riflettere sul suicidio sperimentano ansia, depressione o disperazione, pensando che spesso non ci siano altre alternative.

 

In ogni caso, se ci si accorge di avere pensieri suicidari o se si notano dei campanelli d’allarme in un familiare o un amico, è fondamentale rivolgersi ad uno specialista in grado di offrire un adeguato supporto. Non bisogna avere paura di chiedere aiuto!

Dott. Marco Paolemili
Psichiatria

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