Tipi di dolore dell’apparato stomatognatico: come riconoscerli e come intervenire?

Autore: Pietro Vavalli
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

Il sintomo patognomonico della carie dentale è il fastidio-dolore quando si ingeriscono sostanze dolci o anche carboidrati (zuccheri). Spesso il dolore può essere causato anche da sostanze fredde e da sostanze calde, bevande e cibi chiaramente. I sintomi sono piccole fitte penetranti e circoscritte. Siamo ancora nella fase in cui la visita dal dentista e una semplice eliminazione del tessuto cariato e una successiva ricostruzione sono risolutive. Ne parla il Dott. Pietro Vavalli, esperto in Odontoiatria a Roma

 

Se non siamo abituati ad essere inseriti in un’agenda di richiami, in uno Studio che fa della prevenzione l’arma vincente e cheDentista e paziente spesso permette di evidenziare le patologie dentali nello stato iniziale, è bene andare subito dall’odontoiatra per non permettere che la carie avanzi, distruggendo buona parte della struttura smalto-dentinale e arrivi alla polpa dentale. In quel caso la sintomatologia potrebbe peggiorare ulteriormente, estrinsecandosi in forti dolori nevralgici non ben localizzati, diffusi, dove risulta difficile capirne la partenza, cioè da quale dente derivino.

Cosa comporta una degenerazione infiammatoria?

Una maggiore degenerazione della sintomatologia potrebbe portare alla necrosi della polpa dentale e alla formazione di un ascesso dentale con gonfiore, localizzazione del dolore, difficoltà o impossibilità nella masticazione con netta sensazione che il dente sia estruso (cresciuto). In questo caso l’intervento per carie diventa più complesso: siamo nel campo della devitalizzazione o meglio, quando il dente non è più vitale ma necrotico, nel campo della terapia canalare con aumento delle sedute alla poltrona e purtroppo dei costi. Infatti nei settori posteriori, premolari e molari che sono deputati alla masticazione dei cibi, diventa necessaria, oltre la ricostruzione, anche una capsula (corona) di rinforzo in ceramica per evitare fratture post-devitalizzazione che porterebbero alla perdita del dente.

I batteri o meglio la placca batterica che causa la gengivite prima, la parodontite (piorrea) poi, sono diversi da quelli che causano la carie. La sintomatologia dolorosa non è l’elemento che caratterizza queste patologie soprattutto nella prima fase della gengivite; il segno più importante dell’infiammazione gengivale è il sanguinamento provocato (morso della mela, quindi del cibo in genere, oppure durante lo spazzolamento) oppure, raramente spontaneo, il gonfiore e l’arrossamento. In questa fase possiamo, con l’aiuto del nostro dentista, iniziare una semplice terapia causale con l’aggiunta di istruzione all’igiene e motivazione del perché dobbiamo spazzolare i denti, per non giungere alla fase più grave di parodontite, malattia che ha diversi livelli di gravità. Qui il sintomo dolore non è quasi mai presente nella fase cronica; nelle poussée acute si possono avere degli ascessi parodontali molto dolorosi che sono l’indice di uno stato avanzato della forma.

Quali sono i principali sintomi della parodontite?

La maggior parte dei sintomi (segni) della parodontite sono i seguenti:

  • Gengive gonfie ed arrossate
  • Sanguinamento
  • Allungamento e sventagliamento dei denti
  • Sensibilità dentinale
  • Mobilità dentale
  • Alitosi (alito cattivo percepito da altri).

Qui l’opera del dentista parodontologo è fondamentale per cercare di mantenere i denti e non incorrere in quello che sta accadendo in questo periodo storico nell’odontoiatria, dove Studi (impropriamente cliniche) low cost con una semplice ortopanoramica senza basi di conoscenza dichiarano la morte di intere bocche e l’inserimento di impianti dove si potrebbero mantenere tutti o quasi tutti i propri denti. Dopo una accurata visita basata assolutamente sui sondaggi parodontali, full rx endorale (fondamentale) e anche ortopanoramica di supporto con abbondante serie di foto dello stato e successive, per evidenziare i progressi ottenuti da terapie parodontali causali non chirurgiche mirate (il proprio dente è sempre meglio di un impianto, finché è possibile).

Altro tipo di patologia è quella conferibile ai disturbi delle articolazioni temporo-mandibolari (ATM). Trattasi di sintomatologia con dolori mio facciali di vari livelli e varie localizzazioni. I punti più colpiti sono la zona davanti all’orecchio (trago) dove hanno sede i capitelli della mandibola e i condili con relativi menischi e strutture nervose. I dolori si possono irradiare alla fronte, al collo, alla zona occipitale, in alcuni casi alle spalle e interessare i muscoli facciali, massetere principalmente, temporali e molti altri. In questi casi la terapia della fase acuta, dopo un’accurata visita basata sulla anamnesi clinica del paziente, della giusta palpazione ed esami diagnostici quali la TAC CONE BEAM delle ATM, è esclusivamente farmacologica e i farmaci di elezione sono i FANS. Successivamente, dopo la diagnosi, è bene attuare le terapie gnatologiche basate quasi sempre sul confezionamento di bite, placche di svincolo ed altro che hanno come scopo il riposizionamento corretto di alterate occlusioni delle arcate.

Pietro Vavalli
Odontoiatria

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