Tiroide: poco sale ma iodato

Autore: Prof.ssa Anna Ciampolillo
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Editor: Top Doctors®

Ipertiroidismo, ipotiroidismo e gozzo tiroideo: queste 3 patologie in Italia riguardano più di 6 milioni di persone, e spesso la causa è la carenza di iodio. Ce ne parla l’esperta in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo a Bari, la Prof.ssa Anna Ciampolillo

1) Che cos’è il gozzo tiroideo?

Il gozzo tiroideo è una delle più frequenti patologie della tiroide e consiste in un aumento di volume della tiroide.

Nelle fasi iniziali di questa malattia, l’unico sintomo è dato dal semplice ingrossamento della ghiandola tiroidea. Successivamente, si sviluppano dei noduli e si origina ciò che viene chiamato “gozzo nodulare”, che può essere:

  • Uninodulare, se è presente un solo nodulo;
  • Multinodulare, se sono presenti più noduli.

La funzionalità tiroidea nel gozzo può essere:

  • Normale (gozzo normofunzionante)
  • Aumentata (gozzo iperfunzionante e ipertiroidismo)
  • Ridotta (gozzo e ipotiroidismo)

Inoltre, il gozzo può essere “endemico”, cioè quando vi sono più casi nella stessa aera interessata.

 

2) Quali sono le cause del gozzo tiroideo?

Le cause del gozzo tiroideo endemico dipendono molto dalla quantità di iodio assunto dalla dieta della popolazione. In assenza di questo minerale, infatti, la tiroide non riesce a sintetizzare e rilasciare ormoni importantissimi contenenti iodio. Questo determina un aumento di volume della ghiandola tiroidea e, quindi, la formazione del gozzo.

Esistono diversi tipi di gozzo e, tra tutti, quello endemico è un gozzo non tossico, prima diffuso e poi, per carenza iodica nel tempo, multinodulare con possibile evoluzione in ipertiroidismo

 

3) Come si cura il gozzo tiroideo?

Un grande contributo può darlo l’impiego di sale iodato nell’alimentazione. Nel 2005 è stata approvata in Italia una legge finalizzata alla prevenzione del gozzo e di altre patologie la cui causa è la carenza iodica, con lo scopo di promuovere il consumo di sale iodato.

Nei paesi in cui non vige una legislazione “ad hoc”, infatti, è stata introdotta la pratica di aggiungere iodio alla farina, all’acqua in modo da ridurre notevolmente l’incidenza di gozzo tiroideo.

Prof.ssa Anna Ciampolillo
Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo

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