Trattamento chirurgico della sindrome del tunnel carpale: quando e come intervenire
La sindrome del tunnel carpale è una delle neuropatie più comuni della mano, causata dalla compressione del nervo mediano a livello del polso. Colpisce soprattutto chi svolge lavori ripetitivi o utilizza frequentemente computer e strumenti manuali, ma può comparire anche in seguito a malattie metaboliche o ormonali. Quando i sintomi diventano persistenti, la chirurgia del tunnel carpale rappresenta il trattamento più efficace e risolutivo
Quando è necessario l’intervento chirurgico
In una fase iniziale, la sindrome può essere trattata con approcci conservativi, come tutori notturni, fisioterapia o infiltrazioni di cortisone. Tuttavia, quando il paziente presenta dolore costante, formicolii notturni, perdita di forza o riduzione della sensibilità, la decompressione chirurgica del nervo mediano diventa indispensabile per evitare danni permanenti.
L’indicazione all’intervento viene stabilita dopo una valutazione clinica accurata e un elettromiogramma, che misura la velocità di conduzione nervosa.
Tecniche chirurgiche: open e mininvasiva
Quando la terapia conservativa non è più sufficiente, la chirurgia del tunnel carpale rappresenta la soluzione più efficace per alleviare la compressione del nervo mediano e ripristinare la funzionalità della mano.
Oggi l’intervento può essere eseguito con due principali approcci: tecnica open e tecnica endoscopica (mininvasiva).
1. Tecnica open (a cielo aperto)
È l’approccio tradizionale. Il chirurgo effettua una piccola incisione sul palmo della mano per sezionare il legamento trasverso del carpo, liberando così il nervo mediano.
Questo intervento dura circa 15-20 minuti, può essere eseguito in anestesia locale e consente un rapido ritorno alle normali attività.
2. Tecnica endoscopica o mininvasiva
Prevede una microincisione al polso o al palmo e l’utilizzo di una microcamera che consente di visualizzare il legamento dall’interno.
I vantaggi principali sono minor dolore post-operatorio, recupero funzionale più rapido e cicatrice quasi invisibile. Tuttavia, la scelta della tecnica dipende dalle caratteristiche anatomiche del paziente e dall’esperienza del chirurgo.
Dopo l’intervento: recupero e riabilitazione
Il decorso post-operatorio è generalmente rapido. Il paziente può muovere le dita fin da subito per evitare rigidità articolare.
Nei giorni successivi è consigliabile:
- Tenere la mano sollevata per ridurre il gonfiore.
- Effettuare esercizi di mobilizzazione prescritti dal fisioterapista.
- Evitare sforzi e carichi pesanti per circa 2-3 settimane.
In caso di intervento bilaterale, le due mani vengono operate in momenti diversi per non limitare la funzionalità quotidiana. La recuperata sensibilità e forza si ottiene solitamente entro poche settimane, ma nei casi più gravi può richiedere alcuni mesi.
Risultati e prognosi
La chirurgia del tunnel carpale presenta un tasso di successo superiore al 90%. La recidiva è rara e spesso legata a fattori anatomici o patologie concomitanti.
Affidarsi a un neurochirurgo esperto garantisce una diagnosi accurata, un intervento sicuro e un percorso di riabilitazione personalizzato.

